Wertheim: "Djokovic ha avuto la colpa di rovinare la festa a Roger Federer e Nadal"



by   |  LETTURE 13634

Wertheim: "Djokovic ha avuto la colpa di rovinare la festa a Roger Federer e Nadal"

Il dibattito relativo al GOAT si è ulteriormente accesso dopo che Novak Djokovic ha conquistato il suo secondo Roland Garros una settimana fa. Il numero 1 del mondo ha estratto il massimo da se stesso per mettere in bacheca il 19° Slam della sua strepitosa carriera, per certi versi il più sofferto (assieme a Wimbledon 2019).

Il fuoriclasse serbo ha dovuto recuperare due set sia contro Lorenzo Musetti che in finale contro Stefanos Tsitsipas, oltre ad aver eliminato il re della terra Rafael Nadal nel penultimo atto. Il 34enne di Belgrado ha inflitto all’eterno rivale quella che era appena la sua terza sconfitta assoluta nello Slam parigino.

In conferenza stampa, Nole ha ammesso che il Grande Slam rappresenta ora un obiettivo, tenendo conto che sarà il principale favorito sia a Wimbledon che alle Olimpiadi di Tokyo. Uno dei giornalisti sportivi più affermati negli Stati Uniti, vale a dire Jon Wertheim, corrispondente di Sports Illustrated, ha parlato a lungo dei Big 3 nell’ultima edizione di ‘The Rich Eisen Show’ (un noto programma radiofonico).

Wertheim: "Djokovic non è il cattivo del tennis"

“Novak Djokovic non ottiene il credito che meriterebbe, questo è innegabile. Chi è questo terzo incomodo che ha distrutto la rivalità tra Roger Federer e Rafael Nadal? Djokovic è sempre stato considerato in tal modo, come l’intruso che ha rovinato la festa.

Ha commesso alcuni errori durante la sua carriera, non è stato sempre impeccabile, ma non è il cattivo ragazzo del tennis come spesso viene dipinto” – ha sentenziato Wertheim. Nole dista una sola lunghezza da Federer e Nadal nella classifica degli Slam.

“Lui ci tiene tantissimo ad essere apprezzato, si vede che dà il massimo per riuscirci. Io penso che si ritirerà con il maggior numero di Major. Ormai è in vantaggio anche negli head-to-head con i suoi due grandi rivali.

Vanta più settimane al numero 1, una statistica che viene spesso dimenticata. Sta diventando sempre più difficile negare che sia il migliore di tutti i tempi” – ha concluso.