Kuerten: "A Wimbledon Roger Federer capirà il suo futuro"



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Kuerten: "A Wimbledon Roger Federer capirà il suo futuro"

Roger Federer è caduto al secondo turno del torneo di Halle, uscendo di scena prima dei quarti di finale come non accadeva da 20 anni esatti. Aldilà della sconfitta in tre set per mano di Felix Auger-Aliassime, il fuoriclasse svizzero è parso in grandissima difficoltà nel terzo set, ostentando un linguaggio del corpo che lascia ben poco spazio all’ottimismo.

Ad una decina di giorni dall’inizio di Wimbledon, il suo principale obiettivo stagionale, è lecito chiedersi se l’ex numero 1 del mondo possa realmente arrivare in fondo. Per quanto si è visto fino a questo momento, la risposta è negativa.

Il 39enne di Basilea era sembrato in crescita al Roland Garros, dove aveva raggiunto gli ottavi, salvo poi ritirarsi alla vigilia del match contro Matteo Berrettini. Una decisione che in molti avevano criticato, soprattutto in assenza di un vero e proprio infortunio.

Durante un’intervista concessa al portale brasiliano ‘Tenis News’, il tre volte campione di Parigi Gustavo Kuerten ha difeso la scelta di Re Roger, auspicando di rivederlo al top della forma ai Championships.

Kuerten: "Federer spera in un epilogo come quello di Sampras"

“Credo che sia stata una decisione molto saggia da parte di Roger Federer. Capisco che non tutti l’abbiano presa bene, ma a questo punto della sua carriera deve dosare attentamente gli sforzi.

La sua più grande occasione è a Wimbledon, lo sappiamo tutti e speriamo che possa realizzare il suo sogno” – ha confidato Guga. “Non bisogna dimenticare che Roger era ad un solo punto dalla vittoria due anni fa, il titolo era praticamente suo, ma ha perso nella maniera più brutale che esista.

Sarebbe molto triste se quello fosse il suo ultimo momento di rilievo in uno Slam. Mi auguro davvero che possa brillare a Wimbledon e che vinca il torneo, sarebbe fantastico. Allo stesso tempo, se dovesse rendersi conto che non ha più possibilità di vincere un Major, allora è giusto che si fermi.

Un epilogo come quello di Pete Sampras sarebbe l’ideale, ma in ogni caso si può soltanto dirgli grazie” – ha proseguito Kuerten.