Quando, nel lontano 2003, Roger Federer parlò della sua nuova popolarità



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Quando, nel lontano 2003, Roger Federer parlò della sua nuova popolarità

Nel gennaio del 2003, il ventunenne Roger Federer si affacciava alla nuova stagione tennistica da numero 6 del mondo, lui che già deteneva quattro titoli ATP (tra cui l’‘ex’ Masters 1000 di Amburgo, in Germania).

Il giovane elvetico conquistò i trofei di Marsiglia, Dubai, Monaco ed Halle, oltre a raggiungere la finale di Roma (sconfitto da Félix Mantilla), presentandosi a Wimbledon come quarta testa di serie. Nel torneo di Church Road Federer era già riuscito a raggiungere i quarti di finale nel 2001, quando sconfisse il leggendario Pete Sampras in cinque set prima di perdere contro l’inglese Tim Henman.

Roger disputò un ottimo torneo, guadagnando la prima finale in un evento del Grand Slam in carriera grazie alle vittorie ai danni di Hyung-taik Lee, Stefan Koubek, Mardy Fish, Feliciano Lopez, Sjeng Schalken e Andy Roddick.

Nell’ultima partita, il tennista di Basilea sconfisse l’australiano Mark Philippouissis – privo di alcuna testa di serie – con il punteggio di 7-6 6-2 7-6, salendo alla terza posizione del ranking mondiale.

Federer: “Le cose sono cambiate”

Arrivato a Cincinnati per partecipare al consueto appuntamento di piena estate sul cemento, Federer ebbe la meglio nella prima partita del qualificato australiano Scott Draper, battuto con il difficile punteggio di 4-6 6-3 7-6 dopo aver salvato numerosi match point.

Parlando dopo la sfida, come riportato da Tennis World USA, lo svizzero commentò brevemente la sua incredibile crescita di popolarità dopo il successo di Wimbledon: “Dopo aver vinto a Londra sembra che io abbia un sacco di tifosi in tutto il mondo.

Un sacco di persone mi ha detto che sono il loro giocatore preferito e mi ha spiegato quando amino il mio gioco, dopo esserlo venuto a vedere direttamente alle mie partite. Oggi per me non è stata semplice, ho fatto fatica a trovare il ritmo e a raggiungere il risultato.

Credo di aver migliorato quell’aspetto del mio gioco, arrivando da dietro più spesso di prima. Devi fare così quando sei ai livelli più alti, perché fa un’enorme differenza se perdi al primo turno o in semifinale.

Ho sperimentato la stessa cosa la scorsa settimana”. Federer perse nel match successivo contro David Nalbandian in due set, mentre il torneo venne conquistato dall’americano Andy Roddick sul connazionale Mardy Fish.