Troicki: "Vi dico perché Djokovic è meno amato di Roger Federer e Rafael Nadal"



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Troicki: "Vi dico perché Djokovic è meno amato di Roger Federer e Rafael Nadal"

Pur essendosi avvicinato a Roger Federer e Rafael Nadal in termini di vittorie, battendo anche alcuni dei loro record, non ci sono dubbi che Novak Djokovic resti di gran lunga il meno amato e popolare fra i Big 3 del tennis maschile.

Le ragioni sono da ricercare in una lunga serie di motivazioni, che hanno reso il serbo meno apprezzabile agli occhi dei fan. Il numero 1 del mondo è stato infatti coinvolto in alcuni episodi controversi nel corso degli anni, tali da rovinare l’immagine del 33enne di Belgrado sia dentro che fuori dal campo.

La famiglia Djokovic, con particolare riferimento a suo padre Srdjan, ha probabilmente contribuito a peggiorare la situazione esternando pensieri discutibili sia su Roger Federer che su Rafael Nadal. In una lunga intervista concessa al portale ‘Objektiv’ nei giorni scorsi, il suo connazionale Viktor Troicki ha rivelato come esista un pregiudizio evidente nei riguardi del 18 volte campione Slam.

Nole si è aggiudicato gli Australian Open all’inizio di quest’anno, portandosi a due sole lunghezze di distanza dagli eterni rivali nella classifica all-time dei Major.

Troicki: "Il successo di Nole ha scontentato tanta gente"

“Per quanto mi riguarda, è molto evidente l'avversione che c’è nei confronti di Novak Djokovic e del paese da cui proviene” – ha esordito Troicki con grande chiarezza.

“Il fatto è che Rafael Nadal e Roger Federer erano al vertice prima dell’arrivo di Nole, che ha sbaragliato la concorrenza iniziando a vincere tutti i tornei più importanti. Questo non ha fatto piacere a tutti gli altri.

Sappiamo tutti come è stato dipinto il nostro paese negli ultimi decenni. Il mondo non ha una bella immagine di noi, è questo il motivo per cui tanti si sfogano verso Djokovic” – ha aggiunto. Il 35enne serbo ritiene che le intenzioni di Novak siano spesso fraintese: “Nole è una persona davvero ottima, vuole aiutare tutti e lo ha dimostrato in più di una circostanza.

Molto spesso lo condanno perché non lo conoscono veramente, oppure vogliono creare scalpore anche dove non ce ne sarebbe. Mi spiace dirlo, ma è finito per diventare un bersaglio agevole”.