Nadal: "Io, Roger Federer e Djokovic facciamo sempre parlare dopo una sconfitta"



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Nadal: "Io, Roger Federer e Djokovic facciamo sempre parlare dopo una sconfitta"

Lontano dai tornei dello Slam, il ricambio generazionale nel tennis maschile è già iniziato da qualche anno. Quanto successo nel Masters 1000 di Montecarlo ne è una conferma ulteriore. Novak Djokovic è uscito di scena già agli ottavi per mano della rivelazione Dan Evans, che ha approfittato della pessima giornata del numero 1 ATP sotto ogni punto di vista.

Lo stesso fuoriclasse di Belgrado ha ammesso in conferenza stampa di aver giocato uno dei peggiori match della sua carriera sulla terra rossa. Il giorno successivo ha lasciato il torneo Rafael Nadal, undici volte campione nel Principato, arresosi in tre set ad uno scatenato Andrey Rublev.

Anche lo spagnolo ha pagato a caro prezzo un rendimento ben al di sotto della sufficienza, specialmente al servizio e con il rovescio. Vanno tuttavia effettuate alcune precisazioni: sia Nole che Rafa erano al rientro nel circuito dopo oltre due mesi, visto che entrambi avevano disputato il loro ultimo torneo agli Australian Open.

Parlando con i giornalisti dopo la maratona con Rublev terminata sotto le luci dei riflettori, il 34enne di Manacor ha sottolineto come venga posta troppa enfasi di fronte alle sconfitte dei Big 3 (Roger Federer, Nadal e Djokovic).

Nadal: "Ogni settimana c'è un solo giocatore che vince"

“Io, Roger Federer e Novak Djokovic abbiamo perso talmente poco per così tanti anni, che ogni volta che capita un inciampo, diventa subito una notizia clamorosa” – ha spiegato il 20 volte campione Slam, il cui obiettivo è arrivare al 100% a Parigi.

“Non bisogna mai dimenticare che nel tennis c’è soltanto un giocatore che vince ogni settimana, quindi tutti gli altri perdono” – ha aggiunto. Nadal ha commentato con lucidità la sua prestazione: “Non si può pretendere di battere un top player come Rublev servendo così male.

Non ricordo nemmeno quanti break ho subito, sei o sette mi pare. Quando il primo colpo è un disastro, tutto il gioco ne risente. Credo che anche il rovescio non sia stato all’altezza, era spesso corto e non riuscivo ad aprirmi il campo come faccio di solito”.