Pierre Richard: "Avevo dubbi che Roger Federer sarebbe diventato un campione"



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Pierre Richard: "Avevo dubbi che Roger Federer sarebbe diventato un campione"

Roger Federer si è affermato come uno degli atleti più vincenti e riconoscibili nella storia moderna dello sport. Eppure, agli inizi della sua carriera, non mancava lo scetticismo nei confronti del tennista svizzero.

Aldilà del suo fenomenale talento, le intemperanze caratteriali lo rendevano un giocatore di difficile lettura e molto incline alla discontinuità. La morte del suo storico coach Peter Carter ha senza dubbio accelerato il processo di crescita di Re Roger, che dal 2003 ha iniziato ad aggiudicarsi uno Slam dietro l’altro.

Alla soglia dei 40 anni, la leggenda di Basilea sta vivendo l’ultima fase della sua strepitosa epopea, ma non ha ancora intenzione di appendere la racchetta al chiodo. Il 20 volte campione Slam è tornato in campo a Doha poco più di un mese fa, dove ha raggiunto i quarti di finale sprecando anche un match point contro Nikoloz Basilashvili.

L’ex numero 1 del mondo compare nella entry list del Masters 1000 di Madrid, anche se nelle ultime ore è circolata la voce che il Maestro potrebbe partecipare all’ATP di Ginevra. In una lunga intervista concessa a ‘L’Equipe’, Pierre Richard – notissimo attore e appassionato di sport – ha confessato di aver avuto diversi dubbi sul potenziale di Federer quando era ragazzo.

Richard: "Mi sono sbagliato su Roger Federer"

“Se proprio volete saperlo, non ero così sicuro che Roger Federer sarebbe diventato un campione” – ha ammesso Richard. “Jean Couvercelle, fondatore di Tennis Magazine, mi disse che era soltanto questione di tempo prima che Roger esplodesse.

Aveva ragione lui e anche io sono rimasto affascinato dalla sua classe. Ci sono state volte in cui ci ho preso in passato. La prima volta che ho visto giocare Andre Agassi, ho pronosticato che sarebbe arrivato al numero 1 ATP.

Mi sono sbagliato su Federer, ma non su Agassi. Lo adoravo, era rapidissimo anche mentre camminava. Mi piaceva tantissimo pure Connors, le sue scenate con gli arbitri mi sono rimaste impresse nella mente. Ricordo di averlo incontrato una volta in un ristorante cinese a Parigi” – ha raccontato.