Cilic: "Il numero di Slam sarà decisivo nella lotta tra Federer, Nadal e Djokovic"



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Cilic: "Il numero di Slam sarà decisivo nella lotta tra Federer, Nadal e Djokovic"

Marin Cilic è uno dei pochissimi giocatori a potersi vantare di aver sconfitto Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. L’aver affrontato così spesso i tre mostri sacri negli ultimi dieci anni (ben 38 scontri diretti) ha indubbiamente fornito al gigante croato una conoscenza approfondita del loro gioco.

Nonostante la sua carriera sia ormai entrata in parabola discendente, Marin ha dimostrato in passato di essere un avversario pericoloso anche per i grandi dominatori dell’era moderna. In tanti ricorderanno il suo trionfo agli US Open nel 2014, senza dimenticare le finali raggiunte a Wimbledon nel 2017 e agli Australian Open l’anno successivo (entrambe perse da Federer).

Nel corso di una recente intervista a ‘Straits Times’, Cilic ha analizzato le differenza di approccio tra Roger, Rafa e Novak. Mentre il serbo e lo spagnolo giocano ogni singolo punto come se fosse l’ultimo, l’obiettivo di Federer è riuscire a dettare il ritmo dell’incontro.

I Big 3 hanno conquistato la bellezza di 58 Slam nell’ultimo decennio e mezzo, un’egemonia che non ha praticamente eguali nella storia dello sport.

Cilic: "Non è facile paragonare generazioni diverse"

“Rafael Nadal e Novak Djokovic sono abbastanza simili per intensità, entrambi giocano ogni punto come se fosse un match point” – ha spiegato Cilic.

“Non sto dicendo che Roger Federer non sia intenso, ma si concentra maggiormente sui cambi di ritmo e di velocità. Roger preferisce affidarsi a un tennis veloce, incentrato sul servizio e sul dritto, senza dimenticare i suoi tagli insidiosi e la sua capacità di scendere a rete quando meno te l’aspetti.

Per fare questo, devi essere molto rapido nei movimenti. La sua intelligenza tattica è incredibile” – ha aggiunto. Non poteva mancare un giudizio relativo al GOAT: “I posteri si baseranno soprattutto su chi avrà vinto il maggior numero di Slam.

Io ho portato a casa un Major ed è stata l’esperienza più bella di tutta la mia carriera. Ancora oggi mi vengono i brividi. Per il resto, non è facile mettere a confronto generazioni diverse”.