Paganini su Roger Federer: "I suoi muscoli hanno pagato la lunga assenza"



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Paganini su Roger Federer: "I suoi muscoli hanno pagato la lunga assenza"

Il ritorno di Roger Federer è solo questione di giorni. Dopo l’illusione sfumata di vederlo protagonista in Australia nel primo slam della stagione, la notizia della sua partecipazione a Doha e successivamente al torneo di Dubai ha acceso l’entusiasmo e la curiosità di ciascuno di noi.

Proprio in occasione del rientro nel circuito del 20 volte campione slam, il celebre e al contempo storico preparatore fisico dello svizzero, Pierre Paganini, persona schiva che difficilmente si presenta davanti alle telecamere preferendo anteporre la professionalità alla comunicazione, ha invece accolto la richiesta di un’intervista proposta dal quotidiano Tagesanzeiger.

Un evento raro e per questo motivo molto importante. Sempre limpido ma diretto nelle sue poche dichiarazioni, Paganini ha raccontato ai colleghi come si è svolta la riabilitazione di Roger, paragonandola a quanto accaduto nel 2016, quando il campione elvetico era stato costretto ad uno stop analogo anche se meno prolungato nel tempo.

Ecco le parole del famoso preparatore di Roger

“La grande differenza con il 2016 è che in quell’occasione parliamo di una pausa, seppur importante, tra l'Australia e Wimbledon, ma non così lunga.

Insomma, i muscoli erano ancora gli stessi. Questa volta non siamo proprio nella stessa situazione, abbiamo avuto un'interruzione totale e devo ammettere che i muscoli di Roger si sono notevolmente deteriorati. Da allora la nostra squadra ha lavorato molto, e Roger sarà presto in campo.

Per il momento è chiaro che giocherà a Doha e cominceremo a vedere com’è la situazione" - ha spiegato Pierre Paganini. Dichiarazioni forti, che inevitabilmente lasciano alcuni dubbi sulla condizione attuale di Roger Federer, ma al tempo stesso preventivabili visti i tanti mesi durante i quali il tennista di Basilea è stato costretto al riposo.

In ogni caso, come molti suoi tifosi sognano, i grandi obiettivi stagionali dell’elvetico sono ancora lontani e per questo possibili, e la bravura del campione svizzero e del proprio team sarà quella di trovare il giusto equilibrio fra partite giocate (e dunque ritrovare ritmo e sensazioni) e potenziamento fisico e muscolare.