Osaka: "Sono cresciuta guardando le partite di S.Williams, Federer e Nadal"



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Osaka: "Sono cresciuta guardando le partite di S.Williams, Federer e Nadal"

Naomi Osaka giocherà domani la sua quarta finale Slam. La tennista giapponese ha vinto una volta gli Australian Open e due volte gli US Open: non ha quindi mai perso nell’ultimo atto di un Major. Dopo la vittoria su Serena Williams, sua grande fonte d’ispirazione, Osaka affronterà l’americana Jennifer Brady.

Osaka: "Sono cresciuta guardando le partite di S.Williams, Federer e Nadal"

“Sono cresciuta guardando le partite di Serena Williams, Roger Federer e Rafael Nadal. Credo che questo mi abbia influenzato” , ha dichiarato Osaka dopo la sua ultima vittoria.

“In ogni torneo sento che tutti la osservino con attenzione negli spogliatoi. Non ho servito molto bene contro di lei, penso di aver avuto percentuali negative e forse il motivo è che ho pensato troppo a quello che sarebbe potuto accadere.

Il momento finale è stato molto significativo per me, giocare contro Serena nei Grandi Slam è qualcosa di incredibile e sono momenti che ricorderò per tutta la vita. Io veterana? Le esperienze del passato mi hanno aiutato molto questa volta e in questo torneo non mi sono fatta prendere dal panico neanche quando ero davvero in difficoltà contro Garbine Muguruza, è stato quello il match più complicato.

Oggi non volevo preoccuparmi troppo e l'obiettivo era ottenere il massimo e giocare ogni punto nel migliore modo possibile. Finale? Quando ero piccola pensavo già qualche anno fa che volevo fare la storia, per me era come una missione da portare a termine.

Inizialmente volevo essere la prima tennista giapponese a vincere un titolo del Grande Slam, poi sono apparsi nuovi obiettivi e vedere il mio nome scritto su quello dei vincitori fa sempre un effetto speciale" . Barty ha invece cosi parlato dopo la vittoria su Karolina Muchova.

"Ero nervosa, non riuscivo a sentire le gambe, giocavo sperando che fosse lei a sbagliare e ciò non accadeva. Quello di agitarmi è un rischio che potrei correre anche in finale. Anzi, sarò nervosa al 100%.

Ma non c’è modo di evitarlo, è un momento naturale che va metaforicamente abbracciato e con il quale si deve convivere. Mi sto impegnando, in ogni caso, a gestire meglio le emozioni. Ancora Osaka? Allo US Open abbiamo giocato una grande partita, ma senza pubblico.

Questa volta davanti ai tifosi sarà ancor più eccitante. Lei genera pressione perché ci mette pochissimo a mantenere il servizio, quindi ti obbliga a fare lo stesso. Bisogna però evitare di farsi travolgere sotto questo aspetto" .