Roger Federer: "Non è un caso che il tennis venga spesso paragonato alla danza"



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Roger Federer: "Non è un caso che il tennis venga spesso paragonato alla danza"

Viste le complicazioni emerse a Melbourne sin dall’arrivo dei giocatori, forse è stato un bene che Roger Federer abbia deciso di rinunciare agli Australian Open 2021. Complici anche le non perfette condizioni del suo ginocchio, l’ex numero 1 del mondo ha deciso di saltare l’Happy Slam per la prima volta nelle ultime 23 edizioni.

Il fenomeno svizzero, che completerà dunque un anno pieno senza mettere piede in campo, potrebbe fare il suo rientro in uno dei tornei sul cemento dopo il primo Slam stagionale, magari a Rotterdam o a Dubai. L’obiettivo principale del 20 volte campione Slam sarà farsi trovare pronto per l’estate, con Wimbledon e le Olimpiadi di Tokyo che potrebbero tranquillamente rappresentare gli ultimi sforzi della sua eccezionale carriera.

Il 39enne di Basilea ha più volte ribadito di non temere il momento del ritiro, avendo acquisito la consapevolezza di essersi tolto tutte le soddisfazioni che sognava da bambino. Intervenuto nel podcast ‘Courts Mag’, Re Roger ha analizzato nel dettaglio il suo amore sconfinato per il tennis.

Federer: "Il tennis è da sempre uno sport elegante"

“Credo che il tennis sia sempre stato uno sport molto elegante, il che mi fa letteralmente impazzire. Penso che anche le persone da fuori lo vedano in questo modo, infatti c’è un’associazione ricorrente tra il tennis e la danza.

Il tennis si svolge davanti a un gran numero di spettatori, ma gli stadi non sono troppo grandi, il che rende l’atmosfera abbastanza intima. Inoltre, il tennis è anche uno degli sport più diffusi a livello globale.

Andiamo in giro per il mondo da gennaio fino a novembre. Lo paragono al fatto di essere un musicista che va in tour, solo che loro non lo fanno ogni singolo anno come noi. Infine, non bisogna dimenticare che è uno sport competitivo.

Ci sono molti avversari là fuori che vogliono vincere. Con il sistema di ranking che abbiamo, ti rendi conto di quanto sia difficile rimanere al vertice per lungo tempo” – ha illustrato l’otto volte campione di Wimbledon.