Ljubicic: "La forza mentale di Roger Federer è sottovalutata"



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Ljubicic: "La forza mentale di Roger Federer è sottovalutata"

La delicata situazione connessa alla pandemia globale e le non perfette condizioni del suo ginocchio hanno indotto Roger Federer a rinunciare agli Australian Open per la prima volta nelle ultime 23 edizioni. Il fenomeno svizzero, che ha disputato il suo ultimo match ufficiale lo scorso anno a Melbourne, non ha specificato quale sarà la data del suo ritorno in campo.

Stando alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, l’ex numero 1 del mondo potrebbe fare il suo rientro in uno dei tornei sul veloce dopo l’Happy Slam, magari a Rotterdam o a Dubai nel mese di marzo. Grazie al nuovo sistema di ranking, il 20 volte campione Slam ha potuto mantenere un posto nella Top 5.

Il 39enne di Basilea ha più volte ribadito che i suoi principali obiettivi saranno Wimbledon e le Olimpiadi di Tokyo, alla ricerca di quella medaglia d’oro in singolare che ancora manca nella sua impareggiabile bacheca.

Intervenuto nel podcast ‘What It Takes’ di Allistair McCaw, il suo coach Ivan Ljubicic ha elogiato la forza mentale della leggenda elvetica.

Ljubicic: "L'eredità di Roger Federer va ben oltre"

“Roger Federer è dotato di una grandissima intelligenza sia dentro che fuori dal campo.

Penso che il suo cervello sia fantastico, anzi forse viene addirittura sottovalutato. È un genio in campo e fuori dal campo, questo è ciò che lo rende il più grande, almeno secondo me. Non sappiamo con quanti Slam o settimane al numero 1 si chiuderà la sua carriera, ma la sua eredità va ben oltre questi numeri” – ha dichiarato l’ex numero 3 del mondo, che ha guidato Federer alla conquista di tre titoli del Grande Slam e quattro Masters 1000 dal 2016 ad oggi.

L’ultimo trionfo di Re Roger in un Major risale agli Australian Open 2018, quando sconfisse Marin Cilic al termine di una battaglia di cinque set. Federer è arrivato ad un passo dal nono trionfo a Wimbledon nel 2019, cedendo al tiebreak decisivo al numero 1 ATP Novak Djokovic.