Simon Graf: "Roger Federer sarà felice comunque vada a finire"



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Simon Graf: "Roger Federer sarà felice comunque vada a finire"

Melbourne sarà orfana di Roger Federer quest’anno, si sa. Le noie al ginocchio forse non ancora completamente riassorbite e di conseguenza una forma fisica da recuperare appieno hanno rappresentato senz’altro le concause alla scelta di non separarsi dalla famiglia per tanto tempo viste le restrizioni stringenti che il governo australiano ha imposto a famigliari e staff tecnico dei tennisti in gara.

Il rientro dunque slitta e le notizie su Roger Federer godrebbero di un periodo di grande crisi se non fosse per l’uscita della biografia definitiva dello svizzero, realizzata e rilasciata da Simon Graf, amico di Roger, giornalista e scrittore elvetico.

Recentemente Graf è stato protagonista di un podcast nel quale ha raccontato alcuni aneddoti presenti nella propria opera e che riguardano quei lati di Federer a cui solo in pochi hanno accesso: pensieri, preoccupazioni, riflessioni, opinioni che difficilmente potrebbero essere condivise con i fan e con gli addetti ai lavori internazionali.

Nello specifico gli argomenti che oggi documentiamo riguardano la ripartenza di Federer e dunque le sue idee per il futuro a breve termine, ma anche il suo pensiero riguardo un possibile finale di carriera.

Le parole di Graf lasciano molti scenari aperti

“Per la sua ripartenza, come ha spesso spiegato, niente è ancora in atto, niente è programmato né organizzato.

Per quanto riguarda quello che sarà invece la scelta definitiva di abbandonare il circuito, ricordo quello che mia ha detto Roger quando l'ho visto sulle montagne di Lenzerheide dove ha la sua seconda casa. Era stato molto chiaro: “La mia carriera è stata fantastica.

Non ho bisogno di un finale incredibile, non importa come andrà a finire" Difficile pensare che Federer non abbia già in mente i grandi obiettivi che veicoleranno le proprie scelte future, parliamo dei risultati, delle motivazioni, della tenuta fisica.

Siamo certi però che il miglior arbitro del proprio destino sia e sarà sempre Roger stesso, capace ogni anno di prendere le migliori decisioni possibili per sé e per la sua famiglia, scelte fondamentali per la sua grande longevità e competitività.

Quello per il tennis è un sentimento troppo grande, motivo per cui il suo amore per questo sport lo porterà ad ascoltare con grande attenzione il proprio cuore ed è per questo che la decisione definitiva sarà la più sofferta, ma al tempo stesso la più lucida.