Roddick: "Il forfait di Roger Federer a Melbourne ci dà un'indicazione precisa"



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Roddick: "Il forfait di Roger Federer a Melbourne ci dà un'indicazione precisa"

Per la prima volta nelle ultime 23 edizioni, gli Australian Open non potranno contare sulla presenza di Roger Federer in tabellone. Il forfait dell’ex numero 1 del mondo a Melbourne era già stato anticipato ai Laureus Awards, durante i quali lo stesso 20 volte campione Slam aveva ammesso che la sua condizione non era ancora quella sperata.

Se a ciò aggiungiamo le rigide misure imposte dal governo australiano e le due settimane di quarantena obbligatoria, emergono in maniera inequivocabile i motivi che hanno spinto il 39enne svizzero a rinunciare all’Happy Slam.

Il fenomeno di Basilea potrebbe fare il suo rientro in campo a Rotterdam o a Dubai, che scatteranno poco dopo la fine del primo Slam stagionale. D’altronde, Re Roger aveva più volte chiarito che i suoi principali obiettivi nel 2021 sarebbero stati Wimbledon e le Olimpiadi di Tokyo, slittate di dodici mesi a causa della pandemia globale.

Parlando su Tennis Channel, il suo ex rivale Andy Roddick ha affermato che probabilmente Federer ha intenzione di tornare durante la stagione su erba. Secondo l’ex campione degli US Open, difficilmente l’elvetico correrà il rischio di giocare sulla terra rossa.

Roddick: "Per Federer non avrebbe senso andare a Parigi"

“Io credo che salterà nuovamente la stagione sulla terra battuta. Che senso avrebbe sollecitare il ginocchio su una superficie sfavorevole? Non so che voglia abbia di andare al Roland Garros, dove forse non rientrerebbe nemmeno tra i primi sei, sette o otto favoriti a questo punto della sua carriera.

Il mio pensiero è che si prenderà ancora un po’ di tempo e tornerà a giocare su una superficie di suo gradimento” – ha spiegato A-Rod. Negli ultimi anni, Federer ha applicato una strategia ancora più aggressiva per restare competitivo.

“La verità è che sapeva di non poter più giocare in difesa troppo a lungo. La sua idea è che – se lo scambio non arriva alla conclusione dopo 2 o 3 colpi – è necessario prendersi un rischio, a meno che non si tratti di un punto cruciale. Pete Sampras ha fatto la stessa cosa nella seconda parte della sua carriera” – ha concluso Roddick.