Roger Federer: "Senza un grande team, sarebbe impossibile restare motivati"



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Roger Federer: "Senza un grande team, sarebbe impossibile restare motivati"

Roger Federer ha disputato un solo torneo ufficiale quest’anno – gli Australian Open lo scorso gennaio – prima di sottoporsi a un duplice intervento al ginocchio destro che lo ha tenuto fermo per il resto della stagione.

Complice anche la delicata situazione legata alla pandemia globale, il fenomeno svizzero ha deciso di non forzare i tempi di recupero e di prendersi tutto il tempo necessario per tornare al 100% della forma. L’ex numero 1 del mondo dovrebbe rientrare agli Australian Open 2021, destinati forse a slittare di un paio di settimane per consentire ai giocatori di arrivare in Australia ed effettuare la quarantena.

Grazie al nuovo sistema di ranking introdotto per fronteggiare le difficoltà degli ultimi mesi, il 20 volte campione Slam ha potuto mantenere un posto nella Top 5. Nel corso di una lunga intervista a Courts Mag, il 39enne di Basilea ha spiegato in dettaglio come abbia fatto a restare motivato nonostante tutti i suoi successi.

Federer ha ammesso che avere un team coeso rappresenti una delle chiavi per la longevità di un giocatore.

Federer: "Non è facile mantenere il fuoco acceso"

“Parlando da giocatore, non è sempre facile mantenere il fuoco acceso.

Avrò partecipato al torneo di Cincinnati per circa 20 anni consecutivi, lo stesso vale per Wimbledon. Non è automatico avere sempre quel fuoco per vincere ogni singolo punto, ogni singola partita e ogni singolo torneo” – ha esordito Federer.

L’elvetico, che è diventato professionista nel lontano 1998, ha vinto 103 titoli in singolare e 20 titoli del Grande Slam. “Per essere in grado di rimanere al vertice, c’è bisogno di un team davvero forte.

Questo aspetto è fondamentale, perché mi aiuta a dare il 100% in ogni partita che gioco. Dal punto di vista fisico, è importante ascoltare i segnali che provengono dal tuo corpo e scegliere una programmazione accurata con il passare degli anni” – ha aggiunto Re Roger, che ha saltato l’intera stagione sulla terra battuta nel triennio 2016-2018 (lo svizzero ha fatto il suo ritorno al Roland Garros lo scorso anno).