Rusedski: "Nel 2017 Roger Federer poteva contare sull'effetto sorpresa"



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Rusedski: "Nel 2017 Roger Federer poteva contare sull'effetto sorpresa"

Roger Federer non scende in campo dagli Australian Open, dove si è arreso in semifinale contro il futuro vincitore del torneo Novak Djokovic. Dopo aver disputato la storica esibizione a Città del Capo con l’eterno rivale Rafael Nadal, il fenomeno svizzero si è sottoposto a una duplice operazione al ginocchio destro per risolvere un infortunio che lo tormentava da un po’ di tempo.

Come già era avvenuto nel 2016, l’ex numero 1 del mondo ha deciso di non forzare i tempi di recupero e di chiudere anticipatamente la sua stagione anche per via dell’emergenza Coronavirus. Il 20 volte campione Slam proverà a conquistare un altro Slam e la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo, slittate di dodici mesi a causa della pandemia globale.

Durante una lunga intervista nei giorni scorsi, l’ex numero 4 del mondo Greg Rusedski ha spiegato come il ritorno in campo del 39enne di Basilea potrebbe rivelarsi più complicato del previsto a quasi 40 anni.

Rusedski: "C'è una differenza enorme tra sei mesi e un anno"

“Roger Federer è un caso da valutare di anno in anno, soprattutto dopo aver subito due interventi chirurgici al ginocchio. Non vi aspettate di ritrovare lo stesso giocatore del 2017, mi dispiace per i suoi tifosi.

Il tempo è passato” – ha dichiarato il britannico. “Quando ha vinto tanto nel 2017, i campi erano particolarmente veloci, le palline erano vispe e ha adottato uno stile che la gente non si aspettava.

Gli addetti ai lavori si aspettano lo stesso approccio agli Australian Open 2021, ma non sarà così agevole. Sfortunatamente, non funziona come una bottiglia di vino. Quando l’età avanza, diventa sempre più difficile tornare al vertice.

Nel 2017 era stato fermo per sei mesi, mentre stavolta è quasi un anno. C’è un’enorme differenza. Federer può ancora giocare un gran tennis, ma vincere Slam è tutta un’altra storia.

Si concentrerà molto sulle Olimpiadi di Tokyo, visto che è uno dei pochissimi riconoscimenti che ancora gli mancano” – ha analizzato Rusedski.