Roger Federer: "Ce l'avevo sempre con me stesso all'inizio della mia carriera"



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Roger Federer: "Ce l'avevo sempre con me stesso all'inizio della mia carriera"

Il 2020 verrà ricordato come una delle stagioni più travagliate nella storia del tennis, soprattutto per via dell’emergenza Coronavirus che ha messo in ginocchio quasi tutto il mondo. Il circuito ATP ha risentito molto anche dell’assenza di Roger Federer, che ha disputato soltanto gli Australian Open prima di sottoporsi a due operazioni al ginocchio destro.

L’ex numero 1 del mondo ha deciso di non forzare i tempi di recupero chiudendo anticipatamente il suo 2020, con l’intento di tornare al 100% della forma in vista del prossimo anno. Se tutto dovesse andare per il meglio, il 20 volte campione Slam farà il suo ritorno agli Australian Open per la gioia dei suoi innumerevoli fan.

Grazie al nuovo sistema di ranking indotto dalla pandemia, Federer ha mantenuto un posto nella Top 5, una notizia davvero incoraggiante in vista del primo Slam del 2021. Nel corso della ‘Champions Chat’ con Bjorn Borg di domenica scorsa, il 39enne di Basilea ha ripercorso le origini della sua carriera.

Federer: "Ho affrontato alcune grandi crisi"

“Ho dovuto fare i conti con alcune grandi crisi. Perlopiù entravo in collera con me stesso” – ha spiegato Federer, che da adolescente non ha avuto lo stesso tipo di successo di altre leggende come Rafael Nadal e Bjorn Borg.

“Penso che Bjorn e io siamo diventati molto simili ad un certo punto delle nostre carriere, ma a differenza sua mi ci è voluto più tempo per capire cosa significhi essere un campione. Ecco perché Borg e Nadal sono stati senz’altro i due migliori teenager nella storia del nostro gioco.

Ho avuto bisogno soltanto di più tempo per capire alcuni aspetti. Non sapevo come gestire la pressione, il rapporto con la stampa e l’interazione con i fan allo stadio. Le persone spesso m chiedono come faccio ad essere così calmo ed equilibrato, forse perché mi conoscono soltanto da quando ho vinto il mio primo Wimbledon nel 2003. I primi anni sono stati quelli davvero interessanti” – ha aggiunto.