Little: "Sembra che i piedi di Roger Federer non tocchino il terreno"



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Little: "Sembra che i piedi di Roger Federer non tocchino il terreno"

La costanza e la longevità di Roger Federer sono soltanto due delle qualità che i fan e i colleghi ammirano del 20 volte campione Slam. Il fenomeno svizzero ha saputo mantenersi ad altissimi livelli nonostante l’avanzare dell’età, anche se quest’anno ha disputato unicamente gli Australian Open prima di operarsi due volte al ginocchio destro.

La carriera di Re Roger sembrava ad un bivio già nel 2013 e poi nel 2016, quando una serie di problemi fisici gli avevano impedito di esprimersi al meglio per un lungo periodo di tempo. Federer ha avuto il coraggio e la maturità per reinventarsi, grazie anche alla collaborazione di ottimi allenatori come Paul Annacone, Stefan Edberg e Ivan Ljubicic, senza dimenticare il fondamentale apporto del suo preparatore Pierre Paganini.

In una recente intervista ad ATPTennisRadio, Matt Little ha individuato la capacità dell’elvetico di danzare in campo come la chiave della sua straordinaria carriera.

Liddle: "Federer ha scelto una programmazione saggia"

“Roger Federer è un motore incredibilmente fluido, se così si può dire.

È molto equilibrato nel modo in cui si muove, sembra sempre che ci sia un impatto minimo con il terreno. È davvero aggraziato. Ho guardato con interesse alcune delle sessioni di allenamento tra Federer e Paganini, credo che fossero durante la off-season a Dubai.

Tutto era perfettamente congeniale al suo sforzo in campo” – ha dichiarato il preparatore atletico di Andy Murray. “Penso che abbia fatto anche scelte sagge sotto il profilo del calendario. Ha capito come dosare bene le energie nell’arco di una stagione.

Tutte queste decisioni hanno un impatto enorme sulla salute di un giocatore e sulla sua competitività a lungo termine” – ha aggiunto. L’ex numero 1 del mondo è dotato di uno stile che lo distingue dalla maggior parte dei giocatori, inclusi Murray, Nadal e Djokovic.

“Il tennis di Federer è basato sull’anticipo e sulla capacità di prevedere dove rimbalzerà la pallina, mentre Andy e Rafa hanno un gioco maggiormente incentrato sull’esplosività e la potenza” – ha chiosato Little.