Zverev rivela: "Ho sempre ammirato Roger Federer. Volevo essere come lui"



by   |  LETTURE 2704

Zverev rivela: "Ho sempre ammirato Roger Federer. Volevo essere come lui"

Semifinale agli Australian Open, finale agli US Open e due tornei consecutivi vinti a Colonia nelle ultime due settimane. Alexander Zverev, considerando anche la lunga sospensione del Tour ATP, può guardare al suo 2020 tennistico con molta soddisfazione e con la consapevolezza di aver fatto il salto di qualità nei tornei del Grande Slam.

In un’intervista alla rivista Gala, il tedesco ha deciso di raccontarsi partendo dalle sue origini e dalla sua infanzia.

Il più grande idolo di Alexander Zverev

“La Germania sarà sempre la mia casa” , ha dichiarato Zverev.

“Sono le mie origini e tutto questo ha molta importanza per me. Sono cresciuto ad Amburgo ed ogni volta che ho l’opportunità torno a casa per giocare qualsiasi torneo. Vengo spesso criticato per aver trascorso poco tempo in Germania, ma tutto quello che posso fare durante il Tour è partecipare ai tornei che si tengono nel nostro Paese.

2020? Penso sia difficile scegliere un solo particolare di questa stagione. Ho investito tempo ed energie per raggiugnere le semifinali in Australia e la finale a New York. La pressione era tanta ed è fantastico vedere che il duro lavoro è stato finalmente ripagato.

È stato difficile restare distante dai miei genitori, sono abituato ad averli con me in ogni torneo. Ho dovuto fare molte cose da solo negli ultimi mesi, sono diventato più indipendente. La mia famiglia è la mia casa” .

Zverev ha poi rivelato il nome del suo punto di riferimento. “Ho sempre cercato di scrivere la mia storia da solo, i punti di riferimento possono condizionarti in negativo. Ma posso dire che da bambino ho sempre ammirato Roger Federer.

Era il mio idolo e rappresentava tutto ciò che volevo essere da grande. Mi piacevano anche Dirk Nowitzki e Dwyane Wade, due icone della NBA. Rapporto con mio padre? Non credo che il nostro rapporto sia cambiato. Lui sarà sempre coinvolto nei miei progetti.

È stata la prima persona che mi ha avvicinato al tennis e che ha sempre viaggiato con me. Non lo dimenticherò mai” .