Gavaskar: "Rafael Nadal è alla stessa altezza di Roger Federer ora"



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Gavaskar: "Rafael Nadal è alla stessa altezza di Roger Federer ora"

All’inizio di questo mese, Rafael Nadal ha demolito Novak Djokovic nella finale del Roland Garros aggiudicandosi lo Slam parigino per la 13ma volta nella sua straordinaria carriera. Grazie a questo successo, il fenomeno spagnolo ha anche eguagliato il record di 20 Slam dell’eterno rivale Roger Federer, contribuendo a riaccendere il dibattito sul GOAT.

Con diversi fattori inediti rispetto al solito – come le condizioni atmosferiche e le palline Wilson al posto delle Babolat – erano in molti a pensare il maiorchino avrebbe ceduto il suo scettro a Parigi. Il 34enne di Manacor è cresciuto invece con il passare dei turni, rischiando qualcosa soltanto nei primi due set contro l’italiano Jannik Sinner.

L’ex numero 1 del mondo ha recentemente annunciato la sua intenzione di partecipare al Masters 1000 di Parigi-Bercy prima di chiudere il suo 2020 con le ATP Finals di Londra. In una lunga intervista al sito web Sportstar, l’ex campione di cricket Sunil Gavaskar ha elogiato la grandezza di Nadal, autore di un’impresa destinata a rimanere impressa nella storia dello sport.

Gavaskar: "I Big 3 hanno un temperamento diverso dagli altri"

“Rafael Nadal che vince per 13 volte il Roland Garros è un record assolutamente sbalorditivo. È la superficie più difficile su cui giocare e devi essere incredibilmente in forma per battere sette giocatori nell’arco di due settimane.

Eppure Rafa ha trovato il segreto che gli consente di vincere il titolo anno dopo anno” – ha spiegato Gavaskar. “Adesso è alla stessa altezza di Roger Federer con 20 Slam in bacheca. Ha ancora qualche anno di carriera davanti a sé, quindi ritengo che possa aggiudicarsi altri Major nei prossimi due anni” – ha aggiunto.

Il rendimento dei Big 3 è sorprendente anche per i colleghi di altre discipline: “Sono stati in grado di raggiungere costantemente le fasi finali degli Slam negli ultimi 15 anni. Ci sono riusciti nonostante un’ondata di giovani talenti desiderosi di prenderne il posto, ma che non hanno potuto vincere quanto avrebbero meritato. È il loro temperamento ad essere diverso da tutti gli altri”.