Roger Federer: "Vilas era un combattente incredibile, non si stancava mai"



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Roger Federer: "Vilas era un combattente incredibile, non si stancava mai"

Recentemente è uscito su Netflix un documentario sulla carriera di Guillermo Vilas, focalizzato prevalentemente sulla sua rincorsa alla vetta del ranking ATP. La pellicola, intitolata ‘Guillermo Vilas: Settling the Score’, è stata diretta dal giornalista argentino Eduardo Poppo e mostra le considerazioni di autentiche leggende come Bjorn Borg, Rafael Nadal, Roger Federer, Rod Laver e Gabriela Sabatini.

Federer e Nadal sono senza dubbio i simboli dell’era moderna ed entrambi hanno grande stima per Vilas, come emerge dalle loro parole raccolte nel documentario. In particolare, il fenomeno svizzero ha elogiato l’etica del lavoro di Guillermo, capace di vincere ben 62 titoli ATP e 4 tornei del Grande Slam, senza però mai riuscire a diventare numero 1 del mondo.

L’argentino raggiunse infatti la seconda posizione il 30 aprile 1975, rimanendovi per un totale di 83 settimane. Il campione di Buenos Aires è stato inserito nell’International Tennis Hall of Fame nel 1991.

Federer e Nadal omaggiano Vilas

“Guillermo Vilas è uno di quei giocatori che hanno lasciato il segno, soprattutto per quanto riguarda l’etica del lavoro. È stato una fonte di ispirazione per tantissimi ragazzi che sono arrivati dopo.

Era un combattente incredibile, non si stancava mai. Avrebbe meritato di diventare numero 1 al mondo, ma bisogna considerare che il sistema di ranking di allora era diverso da quello attuale. Non premiava chi giocava molto” – ha dichiarato Federer.

Sincere lodi sono arrivate anche da Rafael Nadal, che un paio di settimane fa ha conquistato il suo 13° Roland Garros (peraltro senza cedere nemmeno un set). Lo spagnolo ha raccontato di come Vilas gli abbia dato alcuni consigli fondamentali per accrescere il suo rendimento sulla terra rossa.

“Quando ero molto giovane, ricordo che mi disse: ‘Tutti sono bravi a correre di lato, ma correre avanti e indietro è molto più difficile. Il tuo obiettivo deve essere quello di portare gli avversari fuori dalla loro comfort zone” – ha ricordato l’ex numero 1 del mondo, che tornerà in campo a Parigi-Bercy.