Schwartzman: "Spesso chiedo a Roger Federer di cucinare per me"



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Schwartzman: "Spesso chiedo a Roger Federer di cucinare per me"

La classe e lo stile di Roger Federer sul campo da tennis rappresentano ancora oggi motivo di stupore tra i fan e gli stessi colleghi. Il fenomeno svizzero ha disputato solo gli Australian Open nel 2020, prima di recarsi in Sudafrica per l’esibizione benefica con l’eterno rivale Rafael Nadal (che ha sancito il nuovo record di pubblico per un match di tennis).

L’ex numero 1 del mondo ha subito due interventi consecutivi al ginocchio destro nei mesi scorsi, un contrattempo che lo ha indotto a non forzare i tempi di recupero vista anche la difficile situazione legata alla pandemia.

Il 20 volte campione Slam ha ribadito la sua intenzione di tornare in campo all’inizio del 2021, anche se il prossimo mese sarà fondamentale per capire la reazione del suo fisico all’aumento dei carichi di lavoro.

Nel corso di una recente intervista, sono arrivati gli elogi di Diego Schwartzman, semifinalista al Roland Garros e fresco di ingresso nella Top 10.

Schwartzman: "Non saluto più Daniil Medvedev"

“Ciò che Roger Federer riesce a fare nel tennis è assolutamente inspiegabile.

Ha la capacità di eseguire quasi tutti i colpi con la stessa impugnatura. Come Lionel Messi nel calcio, a volte preferirebbe avere meno opzioni a portata di mano, magari una o due e non dieci come spesso gli accade. A parte gli scherzi, è naturale, elegante, efficace e spettacolare, è difficile chiedere di meglio” – ha dichiarato l’argentino.

“Tratto Roger come se fosse il mio migliore amico. Parliamo molto su tutti gli argomenti, e ogni volta che posso lo prendo in giro. Ha come sponsor una marca di pasta e ci scherzo sempre. Gli chiedo quando cucinerà la pasta per me.

Ci divertiamo molto insieme” – ha aggiunto. ‘El Peque’ ha invece ammesso di non essere in buoni rapporti con Daniil Medvedev dopo lo screzio all’ATP Cup. “Non lo saluto più e non ci alleniamo insieme. Ci sono dei momenti del match in cui la tensione prende il sopravvento, ma poi si chiede scusa”.