Kuerten: "Roger Federer e Nadal hanno un vantaggio rispetto ai giocatori del passato"



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Kuerten: "Roger Federer e Nadal hanno un vantaggio rispetto ai giocatori del passato"

Domenica scorsa, Rafael Nadal ha vinto il suo 20° titolo del Grande Slam aggiudicandosi il Roland Garros per la 13ma volta nella sua incredibile carriera. Trionfando nella capitale francese senza perdere nemmeno un set, l’ex numero 1 del mondo ha eguagliato il record dell’eterno rivale Roger Federer, che quest’anno ha disputato solo gli Australian Open prima di sottoporsi ad un paio di interventi al ginocchio destro.

Prima di Federer, il record era detenuto da Pete Sampras a quota 14 Major, con l’americano che aveva battuto il primato che per oltre 30 anni aveva mantenuto l’australiano Roy Emerson. In una lunga intervista al sito web del Roland Garros, Gustavo Kuerten ha sottolineato come l’attuale generazione abbia alcuni vantaggi rispetto alle epoche di Emerson e Sampras, soprattutto in termini di preparazione fisica e cura dell’alimentazione.

Kuerten: "Impossibile ai nostri tempi essere competitivi a 40 anni"

“Il fatto è che la vita è cambiata molto negli ultimi decenni. L’essere umano è diverso rispetto a 50 anni fa e questo vale anche per il tennis.

Rafael Nadal e Roger Federer hanno dai cinque agli otto anni di vita tennistica in più rispetto alle generazioni passate. Stanno sfruttando l’evoluzione dell’essere umano, dell’allenamento, della medicina e dell’alimentazione.

Federer e Nadal, essendo due grandissimi campioni, ne stanno approfittando meglio degli altri” – ha spiegato il brasiliano. “Federer e Nadal hanno iniziato prima di noi e finiranno più tardi. I tennisti di oggi riescono a giocare per 20 anni e ad essere competitivi fino ai 40.

I giocatori futuri dureranno molto più a lungo di noi. Inoltre, le moderne superfici si adattano alle caratteristiche dei giocatori. Ai nostri tempi era il contrario: spettava a noi adattarci alle diverse superfici e cambiare gli schemi di gioco.

Loro non hanno i problemi che avevamo noi. Anche le palline erano più vive, tutto era più rapido. Oggi è tutto più omogeneo, le superfici sono molto simili tra loro e per questo ci sono meno sorprese” – ha precisato.