Zio Toni: "Ho sentito spesso Federer e Nadal ringraziare sinceramente il pubblico"



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Zio Toni: "Ho sentito spesso Federer e Nadal ringraziare sinceramente il pubblico"

L’annuncio che Rafael Nadal salterà l’edizione 2020 degli US Open è stato accolto senza troppa sorpresa. Fin dall’inizio, l’ex numero 1 del mondo aveva espresso forti dubbi sulla sua presenza a New York, dove non potrà difendere il titolo conquistato lo scorso anno.

È presumibile che il fenomeno spagnolo voglia concentrarsi esclusivamente sul Roland Garros, in programma a fine settembre dopo il Masters 1000 di Roma. In caso di 13° successo a Parigi, Rafa eguaglierebbe il record di 20 titoli Slam dell’eterno rivale Roger Federer (ai box fino al 2021).

Il maiorchino aveva più volte sottolineato come l’assenza degli spettatori rappresenti un duro colpo per i tornei e gli stessi giocatori, impossibilitati a caricarsi e a trovare stimoli. In una colonna scritta per El Pais, Toni Nadal ha analizzato come il pubblico sia in grado spesso di influenzare l’andamento delle partite.

Toni Nadal: "Il pubblico nutre di adrenalina ogni tennista"

“Trovo difficile accettare l’immagine di stadi vuoti e completa assenza di pubblico. Ci sono tante occasioni in cui ho sentito mio nipote, così come altri giocatori, rivolgersi direttamente agli spettatori per ringraziarli del loro supporto e per il ruolo importante che hanno svolto nella conquista di un trofeo” – ha scritto zio Toni.

Rafa e Toni sono convinti che la folla negli stadi sia l’essenza dello sport, anche se tutte le discipline si sono dovute adeguare ai rigidi protocolli. “Posso assicurare che queste non sono frasi di circostanza.

Il sostegno e il fervore del pubblico dopo un grande scambio, le emozioni che mostrano i tifosi per una vittoria e la delusione dopo una sconfitta, sono ciò che dà senso a questo sport e nutre di adrenalina ogni tennista” – ha aggiunto Toni.

Non è da escludere che il Roland Garros possa riuscire a far entrare un numero ristretto di spettatori, ma allo stesso tempo l’aumento dei contagi in Europa nelle ultime settimane non rappresenta un segnale di buon auspicio. Bisogna soltanto attendere e sperare che tutto evolva per il meglio.