Blake: "Quando Roger Federer era al suo meglio, mi ha sempre scherzato"



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Blake: "Quando Roger Federer era al suo meglio, mi ha sempre scherzato"

Affrontare Roger Federer, e se possibile riuscire a batterlo, è il sogno di quasi tutti i tennisti del mondo. James Blake è uno dei pochi giocatori capaci di realizzare entrambi gli obiettivi. L’americano ha incontrato Federer per ben undici volte, soprattutto all’inizio degli anni 2000, uscendo vittorioso in una sola occasione.

Quel successo si rivelò tanto inaspettato quanto prestigioso, visto che arrivò nei quarti di finale delle Olimpiadi di Pechino 2008. Roger si presentava a quell’appuntamento da numero 1 del mondo (avrebbe ceduto la vetta a Rafael Nadal di lì a pochissimo) e alla sua bacheca mancavano soltanto il Roland Garros e una medaglia olimpica.

Quell’estate Federer aveva vinto il torneo di Halle, mentre si era dovuto accontentare del ruolo di finalista ad Amburgo, al Roland Garros e soprattutto a Wimbledon.

Blake: "Sapevo quanto Federer ci tenesse"

“La vittoria su Federer ha rappresentato il momento più importante della mia carriera, dato che ho battuto quello che secondo me è il più grande di sempre.

Prima di arrivare quel match, mi aveva già battuto 8 o 9 volte, ma sono riuscito a giocare una partita incredibile. Posso affermare con onestà che lui non fosse al suo meglio. Tutte le volte in cui ha giocato al meglio contro di me, mi ha sempre scherzato.

È stata un’esperienza pazzesca per me. Ho sempre avuto la tendenza ad esprimermi meglio quando rappresentavo gli Stati Uniti. Penso che tutti i tasselli si siano combinati nel modo giusto quel giorno, è stata una fortuna che questo sia avvenuto proprio contro Federer.

A rendere la giornata ancora più speciale è stato il fatto che sapevo quanto Roger ci tenesse, la medaglia d’oro in singolare è uno dei pochissimi riconoscimenti assenti nella sua bacheca. Lo si è visto dal trionfo in doppio proprio a Pechino.

Era deciso a vincere qualcosa. Batterlo alle Olimpiadi, che è un evento a cui tiene molto, vale di più che sorprenderlo nel primo round di un ATP 250” – ha raccontato il direttore del Miami Open.