Gunthardt: "Anche senza Federer e Nadal, non sarà facile per Djokovic agli US Open"



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Gunthardt: "Anche senza Federer e Nadal, non sarà facile per Djokovic agli US Open"

Visto il forfait annunciato da Rafael Nadal nei giorni scorsi, gli US Open di quest’anno saranno il primo Slam dal 1999 a non poter contare sulla presenza né di Roger Federer né di Nadal. Ciò ha indotto la maggior parte dei fan e degli addetti ai lavori ad ipotizzare che il numero 1 del mondo Novak Djokovic avrà un percorso estremamente semplice nella sua caccia al 18° Slam in carriera.

A dire il vero, il fenomeno serbo non ha ancora sciolto le riserve in merito alla sua partecipazione allo Slam newyorkese, che dovrebbe prendere il via a Flushing Meadows alla fine di questo mese. Tuttavia, Nole è stato visto allenarsi sul cemento e – a meno di sorprendenti colpi di scena – dovrebbe essere della contesa.

Heinz Gunthardt, capitano svizzero di Fed Cup, non è così sicuro che Djokovic avrà vita facile nella Grande Mela.

Gunthardt: "Djokovic sa di avere tutto da perdere"

“Potrebbe essere l’occasione giusta per Dominic Thiem, Stefanos Tsitsipas o Alexander Zverev.

Lo US Open sarà tutt’altro che una passeggiata per Novak Djokovic. Sa benissimo che avrà tutto da perdere e che qualcosa potrebbe andare storto” – ha dichiarato Gunthardt in un’intervista a BLICK.

Le tante defezioni e l’atmosfera particolare renderanno gli US Open 2020 un torneo con l’asterisco? “A breve termine, la risposta è sì. Tuttavia, a lungo termine, questi dettagli svaniscono dalla mente delle persone e resterà nella memoria come tutti gli altri Slam.

Non c’è dubbio che il 2020 sarà ricordato soprattutto come l’anno della pandemia. Ma chiunque dovesse aggiudicarsi il torneo, dovrà essere riconosciuto per il suo valore. Una cosa è certa: dovrà lavorare duramente per riuscire a farcela” – ha aggiunto Gunthardt.

Lo US Open sarà preceduto dal Masters 1000 di Cincinnati, che eccezionalmente si svolgerà presso lo stesso impianto di New York. L’intento è ovviamente quello di ridurre gli spostamenti dei giocatori, che non dovranno nemmeno recarsi a Washington in seguito alla cancellazione del torneo.