Roger Federer: "Difficile per me tornare numero 1, ma in un singolo torneo..."



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Roger Federer: "Difficile per me tornare numero 1, ma in un singolo torneo..."

Tra poco più di una settimana, Roger Federer compirà 39 anni. Pur essendo ancora competitivo ad altissimi livelli, come dimostra la finale raggiunta lo scorso anno a Wimbledon, il campione svizzero non è più in grado di fare programmi a lungo termine.

L’ex numero 1 del mondo ha disputato solo gli Australian Open quest’anno, oltre all’esibizione benefica con Rafael Nadal a Città del Capo che ha sancito il nuovo record di spettatori per un match di tennis.

Il 38enne di Basilea si è sottoposto a ben due interventi al ginocchio destro, nel tentativo di risolvere un infortunio che lo stava tormentando da qualche mese. In una lunga intervista concessa a SRF nei giorni scorsi, l’otto volte campione di Wimbledon ha ammesso che la sua carriera professionistica è sempre vicina al termine.

Federer: "Ho ancora degli obiettivi davanti a me"

“È chiaro che mi trovo più vicino alla fine della mia carriera che all’inizio” – ha esordito Federer. “Non posso sapere con certezza cosa accadrà nei prossimi due anni.

Per questo pianifico solo un anno alla volta. Nella mia programmazione confluiscono diversi fattori, tra cui la mia famiglia, la mia carriera e la mia salute. Mi diverto ancora a giocare e saprò accorgermi quando il motore smette di girare” – ha aggiunto.

Roger ha appena iniziato un intenso blocco fisico con Pierre Paganini: “Mi ha chiesto se mi andasse bene di fare tutte quelle settimane di preparazione atletica. Io sono stato d’accordo. Ho degli obiettivi davanti a me”.

Inutile negare che il sogno di Federer sia la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo. “Non parteciperei nemmeno se non fosse un obiettivo. Certamente tutto è possibile. Spero di vincerla in singolare, in doppio, o in doppio misto.

Credo onestamente di avere una chance di trionfare in singolare. Se consideriamo un’intera stagione è difficile per me tornare numero 1 del mondo, ma in un singolo torneo può succedere di tutto” – ha concluso la leggenda rossocrociata.