Roger Federer: "Avevo paura che io e Mirka saremmo diventati infelici"



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Roger Federer: "Avevo paura che io e Mirka saremmo diventati infelici"

Sono tante le componenti che hanno permesso a Roger Federer di vincere così tanto e soprattutto di avere una carriera molto longeva. Il fuoriclasse svizzero, che tra meno di un mese compirà 39 anni, si sta preparando per l’ultimo scorcio della sua gloriosa epopea, iniziata addirittura nel lontano 1998.

La decisione di sottoporsi a un duplice intervento al ginocchio destro testimonia la sua volontà di tornare al 100% nel 2021, avendo già messo nel mirino Wimbledon e le Olimpiadi di Tokyo, due obiettivi svaniti quest’anno a causa dell’emergenza Coronavirus.

Non c’è dubbio che sua moglie Mirka Vavrinec sia stata fondamentale, consentendo all’ex numero 1 del mondo di ritrovare le motivazioni anche dopo le sconfitte più dolorose. Il 20 volte campione Slam, intervistato dal Times nei giorni scorsi, ha ribadito tutta la sua gratitudine verso Mirka, che lo segue in giro per il mondo da quasi due decenni.

Federer: "Adoriamo il nostro tempo insieme"

“È stata meravigliosa in termini di supporto” – ha confidato Federer. “È stato incredibile con quanta naturalezza si sia allontanata dal tennis dopo essersi ritirata, non ha mai veramente cercato di tornare.

La mia più grande paura è sempre stata che saremmo diventati infelici e magari ci saremmo lasciati perché non ci vedevamo abbastanza. Fortunatamente non è successo niente di tutto questo. Adoriamo semplicemente il nostro tempo insieme, anche dopo tanti anni nel circuito” – ha aggiunto il veterano di Basilea.

Negli ultimi anni, Roger si è dedicato molto alla sua Fondazione coronando il sogno di disputare un match in Sudafrica. “Volevo assolutamente riuscire a realizzare questo progetto mentre ero ancora in attività.

Ci sono voluti alcuni anni per organizzare quella partita, ma tutto è andato alla perfezione e siamo riusciti anche a stabilire il nuovo record di spettatori. Negli ultimi anni ho deciso di recarmi più volte in Africa.

Ricordo che in Malawi ho incontrato un gruppo di bambini che non avevano idea di chi fossi. Mi sono dovuto ingegnare per spiegargli il mio mestiere” – ha concluso.