Annacone: "Vi spiego le differenze tra Roger Federer e Pete Sampras sull'erba"



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Annacone: "Vi spiego le differenze tra Roger Federer e Pete Sampras sull'erba"

Roger Federer è unanimemente considerato il re dell’erba, almeno per quanto riguarda l’era moderna. Il fenomeno svizzero detiene il maggior numero di successi su questa superficie, con un record di otto titoli a Wimbledon, dieci successi ad Halle e una vittoria anche a Stoccarda nel 2018.

Il dominio dell’elvetico può essere paragonato a quello di Pete Sampras, capace negli anni ’90 di conquistare sette titoli ai Championships, due al Queen’s e uno a Manchester. Paul Annacone, che durante la sua carriera ha avuto il privilegio di allenare entrambi, ha espresso il suo parere individuando le differenze tra queste due leggende sulla loro superficie prediletta.

Sampras si è aggiudicato ben nove Major sotto la guida dell’americano, mentre Federer è tornato alla vittoria a Wimbledon nel 2012.

Annacone su Federer e Sampras

“Pete basava molto del suo gioco sul servizio” – ha esordito Annacone.

“Per me, è il miglior server nei momenti decisivi che abbia mai visto. Credo che Roger sia un po’ diverso, il suo servizio è incredibile, ma il resto del suo gioco in termini di anticipo e capacità di farti correre è molto diverso dalla maggior parte dei giocatori.

Questa penso sia la differenza principale. Roger costruisce il punto da fondo e ti costringe ad andare indietro dopo il primo colpo, mentre Pete ti travolge con il servizio. Entrambi hanno un tipo di gioco molto efficace sull’erba” – ha aggiunto.

Paul ha affermato che sia Federer che Sampras erano giocatori estremamente istintivi, un aspetto che li ha aiutati a prendere la decisioni giuste nei momenti cruciali. “Stiamo parlando dei due migliori giocatori della rispettiva epoca sull’erba.

Sono sempre stati incredibilmente lucidi nei frangenti di maggior pressione. Tendono ad affidarsi ai loro schemi preferiti nei grandi momenti e alla fine hanno avuto ragione”. Federer e Sampras si sono incontrati una sola volta, al quarto turno di Wimbledon 2001, quando Roger si impose in cinque set nel match che segnò il definitivo cambio della guardia.