Croft: "Roger Federer, Nadal e Djokovic sono già abituati a giocare senza pubblico"



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Croft: "Roger Federer, Nadal e Djokovic sono già abituati a giocare senza pubblico"

Il tennis è fermo dallo scorso marzo a causa dello scoppio della pandemia globale, che ha avuto un impatto devastante su quasi tutti i settori. A meno di ulteriori sconvolgimenti, il circuito maschile dovrebbe ripartire a metà agosto con il torneo di Washington, che anticiperà il Masters 1000 di Cincinnati e gli US Open entrambi in scena a New York.

La decisione presa dall’ATP in merito alle classifiche potrebbe tuttavia indurre numerosi giocatori a non recarsi negli Stati Uniti per concentrarsi sulla stagione sulla terra battuta. Il direttore del Mutua Madrid Open Feliciano Lopez ha già annunciato che Rafael Nadal sarà presente nella capitale spagnola, quindi non è da escludere che l’ex numero 1 del mondo scelga di rinunciare a difendere il titolo nella Grande Mela.

Annabel Croft, ex giocatrice e ora apprezzata conduttrice, è del parere che i giocatori dovrebbero recarsi a New York senza alcun timore, benché gli USA siano uno dei Paesi con il più alto numero di contagi al mondo.

Croft: "Ci sarà un'atmosfera strana"

“Se fossi ancora una giocatrice, sarei pronta a tornare in campo agli US Open il mese prossimo” – ha esordito in un’intervista esclusiva a Tennis365.

“Avendo assistito dal vivo alla ‘Battle of The Brits’ la settimana scorsa al National Tennis Center, ho potuto constatare tutte le precauzioni che sono state prese per garantire che l’evento si svolgesse in sicurezza e senza intoppi.

Il torneo è stato un enorme successo e tutti ne possiamo trarre segnali positivi. Se fossi un giocatore e sapessi che tutti i protocolli vengono rispettati, allora sceglierei di andare agli US Open per riprendere il mio lavoro” – ha aggiunto.

La britannica si è soffermata anche sull’assenza del pubblico: “Sarà una situazione strana, non ci sono dubbi. Bisogna considerare che anche Roger Federer, Rafael Novak Djokovic e Andy Murray avranno giocato qualche volta nella loro vita senza che nessuno li guardasse, magari in allenamento o quando erano junior. Ritengo che l’intensità sul campo rimarrà invariata”.