Harris: "Roger Federer, Nadal e Djokovic non sanno cosa significhi stare indietro"



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Harris: "Roger Federer, Nadal e Djokovic non sanno cosa significhi stare indietro"

Il circuito ATP ha dovuto fare i conti con uno dei momenti più difficili della sua storia a causa dello scoppio della pandemia globale. I vertici che governano il tennis hanno fatto tutto il possibile per attenuare gli effetti di questa crisi, optando per la ripresa del tour a metà agosto con il torneo di Washington.

Non tutti i giocatori sono stati contenti quando hanno ricevuto la notizia che si sarebbero dovuti recare negli Stati Uniti, uno dei Paesi con il più alto numero di contagi e morti nel globo. La USTA ha implementato un protocollo molto rigido che dovrebbe consentire lo svolgimento degli US Open, in programma dal 31 agosto al 13 settembre a Flushing Meadows.

Andrew Harris, numero 204 del ranking, non ha gradito la gestione dell’emergenza da parte dell’ATP, evidenziando la mancanza di comunicazione e trasparenza in questo difficile momento.

Harris: "I Big 3 non sanno cosa significhi stare indietro"

“Abbiamo effettuato una chiamata su Zoom circa tre settimane fa, è stata la prima comunicazione che abbiamo ricevuto dall’ATP da quando il Coronavirus è esploso a marzo.

Ci è voluto troppo tempo. In quella conference-call, c’erano circa 400 persone, ognuno con interessi diversi. Si andava dai Top 100 ai ragazzi che disputano i Challenger, senza dimenticare quelli che giocano i Futures.

Si è creata una grande confusione perché ciascuno desiderava cose diverse. Ricordo che al termine di quella chiamata, mi sentivo ancora più frustrato” – ha confidato l’australiano nel podcast ‘Break Point’.

Harris si è soffermato anche sugli aiuti economici ai giocatori più indietro in classifica: “Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic sono stati al vertice per così tanto tempo che quasi dimenticano cosa voglia dire stare dietro.

Federer è l’atleta più pagato al mondo, magari dice in pubblico ciò che la gente vuole sentire, cioè che il denaro va ridistribuito tra i giocatori di livello inferiore, ma quando si tratta di votare, la sua preferenza è mantenerlo ai vertici.

Tra i Big 3, Novak è quello che sta spingendo di più per aiutare i giocatori di seconda fascia. C’è da dire però che non ha partecipato alla chiamata su Zoom, mentre circolavano immagini di lui che giocava a calcio. È stato abbastanza strano”.