Roger Federer su Michael Jackson: “Il mio gioco di gambe lo devo a lui”



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Roger Federer su Michael Jackson: “Il mio gioco di gambe lo devo a lui”

Sono passati ormai undici anni da quel triste 25 giugno 2009, giorno in cui si spense la leggenda americana della pop music Michael Jackson. Potrà apparire alquanto bizzarro, ma sembrano esserci dei collegamenti tra il cantante USA e l’ex numero uno ATP Roger Federer.

Solamente due anni fa, per esempio, Andre Agassi paragonò il giocatore svizzero proprio a Jackson: “Andrà a finire un po’ come quelle persone che dicono: ‘Non ho mai visto un concerto di Michael Jackson'”, affermò lo statunitense all’epoca, parlando con Business Insider.

“Mi immagino un sacco di persone in futuro che allo stesso modo diranno: ‘Io non mai visto Federer giocare’. Ha lasciato questo tipo di segno nel tennis. Lo ha cambiato. Sarà un giorno triste quello in cui si ritirerà, ma sarà anche glorioso perché adesso so cosa si merita per il resto della sua vita, cioè godere di una sensazione che fin’ora non ha mai provato e che so la vita gli offrirà”.

Roger Federer sul suo rapporto con Michael Jackson

Al momento della morte della star americana, Federer era impegnato a disputare il torneo di Wimbledon. Un paio di giorni dopo la scomparsa del cantante, in occasione della sua vittoria in quattro set sul tedesco Philipp Kohlschreiber, Roger commentò: “E’ stato abbastanza uno shock venire a sapere una notizia del genere.

Michael ed io siamo simili, nel senso che siamo entrambi timidi al di fuori delle nostre carriere professionali, ma quando siamo impegnati nella materia in cui siamo bravi allora lo facciamo con passione e al meglio delle nostre possibilità”.

Federer ammise anche di essere un fan dello stesso Jackson: “Oh, sì. Certo. Voglio dire, conosco tutte le sue mosse. Parte del mio gioco di gambe, in campo, lo devo a Michael Jackson”. Dopo la sua vittoria con Kohlschreiber, l’elvetico sconfisse anche Robin Soderling, Ivo Karlovic, Tommy Haas ed Andy Roddick, andando così a sollevare il suo ottavo trofeo di Wimbledon e il 15° del Grand Slam.