Berrettini: "A Federer ruberei l'agilità, sembra un ballerino"



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Berrettini: "A Federer ruberei l'agilità, sembra un ballerino"

Stiamo imparando a conoscere ogni sfaccettatura del carattere di Matteo Berrettini. Personaggio mai banale davanti ai microfoni. Nel corso di un’intervista rilasciata a Gaia Piccardi per il settimanale “7” de “Il Corriere della Sera” il numero uno d'Italia si è raccontato senza particolari filtri.

Ha aperto la scatola dei ricordi, ha provato a stilare i programmi per il futuro, ma ha anche affrontato con grande lucidità un tema che nello sport si sottovaluta. Quindi della collaborazione con Stefano Massari, suo preparatore mentale, che del motto “o vinci o impari” ne ha fatto addirittura un libro.

«Ero in un momento in cui faticavo a gestire i momenti difficili: mi piangevo addosso, mi fustigavo per qualsiasi cosa. Il mio processo di crescita è partito da lì. Con Stefano mi sento libero di parlare a 360 gradi: ha capito subito la persona che sono, la mia profondità.

Mi è piaciuto che gli interessasse Matteo, non Berrettini il tennista». Il romano ha parlato di un’altra passione: quella per la scrittura. «Non scrivo con costanza ma quando sono ispirato lo faccio. In aereo, per esempio, di getto, con la penna speciale dell'iPad.

Ho riletto recentemente cosa avevo scritto l'anno scorso quando mi sentivo dentro un frullatore: giocavo e vincevo, dormivo pochissimo, avevo sempre il cervello in movimento, ero sempre adrenalinico. Il frullatore mi stanca, scrissi, ma una volta spento mi manca».

Berrettini alza il tiro. "Fare in modo che il tennis resti una passione e non diventi un lavoro"

Il carrozzone-del-tennis ricomincerà a muoversi a Palermo il 3 agosto. Gli uomini dovranno aspettare una decina di giorni in più per il “500” di Washington.

Berrettini non ha ancora fatto un programma, ma ha le idee molto chiare. Non solo per il prosieguo della stagione. «Vorrei alzare un trofeo importante, uno Slam o a Roma, la mia città. Fare in modo che il tennis resti una passione e non diventi un lavoro.

Continuare a far stare bene le persone intorno a me» Inevitabile poi un quesito sui Big 3. Cosa ruberebbe Matteo Berrettini a Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic? «A Federer l'agilità: non è mai scomposto, sembra un ballerino.

A Nadal la cazzimma, quell'agonismo pazzesco su ogni punto. A Djokovic la risposta al servizio». Photo Credit: Getty Images