Del Potro: "Sapevo che Roger Federer avrebbe vinto il Roland Garros 2009"



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Del Potro: "Sapevo che Roger Federer avrebbe vinto il Roland Garros 2009"

Uno Slam (gli US Open 2009) e un Masters 1000 (Indian Wells 2018) sono i titoli più prestigiosi conquistati da Juan Martin del Potro nella sua carriera. Oltre a dover fare i conti con innumerevoli guai fisici negli ultimi anni, il campione argentino è stato vittima del dominio di Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic come molti altri suoi colleghi che hanno giocato in questa epoca storica.

Durante una lunga intervista a ESPN, l’ex numero 3 del mondo ha ricordato la semifinale del Roland Garros 2009 contro Federer, una sconfitta bruciante che lascia ancora un grande amaro in bocca al tennista sudamericano.

Delpo si era trovato a condurre per due set a uno e sembrava vicino all’impresa, ma la classe dello svizzero ha contribuito a ribaltare l’inerzia del match segnando indelebilmente l’esito di quell’edizione dello Slam parigino.

Del Potro: "Volevo dedicarmi ad un altro sport"

“Sia io che Roger Federer sapevamo che chi avesse vinto quella partita si sarebbe aggiudicato il Roland Garros, dato che saremmo stati entrambi favoriti contro Soderling in finale.

Ho avuto le mie possibilità, devo essere sincero, ma non ne ho approfittato. Quando ho lasciato il campo mi sentivo un perdente, pensavo che mi sarei dovuto dedicare ad un altro sport dopo quella sconfitta. Non ero orgoglioso di aver raggiunto una semifinale Slam.

Sentivo che quella era la mia prima vera occasione per vincere uno Slam e l’avevo sprecata. Quell’incontro ha lasciato un segno dentro di me” – ha raccontato la Torre di Tandil. Juan Martin si è soffermato anche sul potenziale di Nick Kyrgios: “Personalmente, non mi piace molto.

Credo che spesso superi il limite del rispetto per l’avversario e anche per il pubblico. Ci sono momenti in cui è divertente, ma non basta. Anche Federer all’inizio rompeva parecchie racchette, ma si è evoluto nel tempo e oggi è uno dei migliori esempi sia dentro che fuori dal campo. È importante tenere i piedi per terra, oltre ad avere persone che ti dicano quando sbagli”.