Roger Federer: "Tony Roche mi convinse a lavorare più duramente fuori dal campo"



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Roger Federer: "Tony Roche mi convinse a lavorare più duramente fuori dal campo"

Offuscati dal suo talento irripetibile, sono numerosi i fan e gli addetti ai lavori che sottovalutano la preparazione fisica di Roger Federer. Il lavoro atletico con il suo preparatore Pierre Paganini non soltanto ha permesso al fuoriclasse svizzero di competere per la vittoria negli Slam, ma anche di diventare uno degli atleti più longevi di sempre.

Durante una conversazione con l’amico ed ex numero 1 del mondo Gustavo Kuerten, il 20 volte campione Slam ha rivelato come ci sia stato un momento specifico nella sua carriera in cui ha deciso di aumentare in maniera significativa il suo lavoro fuori dal campo.

In seguito ad una chiacchierata con il suo ex coach Tony Roche, l’elvetico ha preso la decisione di impegnarsi più duramente sotto il profilo atletico. Voleva essere pronto a giocare sette partite di cinque set nello stesso torneo se fosse stato necessario per vincere.

Federer e la svolta sotto Tony Roche

“Quando ero più giovane, dovevo imparare nel modo più duro possibile. Il problema è che quando vincevo la gente diceva sempre che lo facevo sembrare così facile, mentre quando perdevo che avrei dovuto impegnarmi di più.

Il mio tennis è sempre sembrato così naturale, non era facile trovare un equilibrio. Mi sono chiesto se avrei dovuto sudare di più per convincere le persone che ce la stessi mettendo tutta. Ho iniziato a lavorare molto duramente quando ero con Tony Roche, visto che lui mi chiese se ero pronto a giocare 7 partite al quinto set in due settimane durante lo stesso Slam.

Io ho risposto che pensavo di farcela ma non ne ero sicuro al 100%. Tony mi ha detto che c’era bisogno della sicurezza, quindi mi dovevo allenare in modo tale da poter giocare sette partite al quinto set. Da lì ho cominciato a lavorare molto più intensamente sotto questo aspetto” – ha raccontato il 38enne di Basilea.

L’ultimo titolo Slam di Roger risale agli Australian Open 2018, con il grande rimpianto della finale di Wimbledon 2019 in cui non ha saputo convertire due match point.