Nella vittoria del Manchester United in Champions nel 2008 c'è lo zampino di Federer



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Nella vittoria del Manchester United in Champions nel 2008 c'è lo zampino di Federer

Nella vittoria del Manchester United in Champions nel 2008 c'è lo zampino di... Roger Federer. Ebbene sì. A raccontarlo è stato René Meulensteen, ex vice di Sir Alex Ferguson. «Sono un appassionato di tennis e ho sempre ammirato Federer.

Ho sempre ammirato il modo che ha di controllare le emozioni. Una volta ho selezionato cinque clip per i ragazzi e ho chiesto loro di memorizzare torneo, set e punteggio. Sapevo che si sarebbero ricordati di Wimbledon, ma sapevo anche che non avrebbero saputo indicare il resto.

Insomma, il punto è che ho tentato di far capire loro che ovunque giocasse, Federer dava il massimo quando contava davvero. Magari poteva andare sotto due set a uno, ma allo stesso tempo quando raggiungeva il match point tutto quello che c'era stato prima smetteva di avere importanza per lui».

È sempre bene ricordare che quello era lo United di Neville, Ferdinand, Rooney, Giggs, Scholes, Ronaldo. United che poco prima di affacciarsi alla sfida decisiva in Champions con il Chelsea aveva vinto la Premier.

La finale contro il Chelsea e...

I "Momenti-Federer"

«Eravamo sul 40-30 con il servizio a disposizione, quello doveva essere il nostro momento Federer. Eravamo esattamente dove volevamo essere» ha raccontato. La finale contro il Chelsea, beh, ha fatto davvero storia.

Lampard risponde a CR7 nel cuore del primo tempo, i "Blues" si ritrovano in dieci a un passo dai rigori con l'espulsione di Drogba, il fenomeno portoghese sbaglia il terzo e offre il match point Terry. Il capitano, per chi non lo sapesse.

«Poteva chiuderla, ma non si è concentrato a sufficienza e ha sbagliato. Nani, Anderson e Giggs sono stati cinici. Quando Anelka si è presentato sul dischetto, onestamente non ho avuto il coraggio di guardare.

A ogni modo sapevo che che Edwin [van der Sar] sarebbe stato motivato a parare quel rigore. E quello è stato assolutamente il suo momento Federer» ha concluso Meulensteen.