Un giovane Federer: “Sono bravo su terra rossa, i risultati arriveranno”


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Un giovane Federer: “Sono bravo su terra rossa, i risultati arriveranno”

Nell’aprile del 2001, un allora diciannovenne Roger Federer conquistava la sua prima partita in un evento Masters Series su terra battuta, sconfiggendo Michael Chang per 6-4 6-3 nel primo turno di Monte Carlo. Roger in quell’edizione si spingerà fino ai quarti di finale, dove verrà fermato in due set da Sebastien Grosjean.

“Sì, è vero”, confessò al tempo l’elvetico, “questa è stata la mia prima vittoria qui a Monte Carlo, al terzo tentativo. I miei risultati sono molto migliori su altre superfici, ma per adesso la mia miglior prestazione in un Grand Slam è arrivata al Roland Garros lo scorso anno.

Credo di essere un buon giocatore su terra, non sono molto preoccupato dalla mia carriera su questa superficie […] In inverno, ero solito allenarmi indoor su terra battuta e, in generale, ho giocato molto sull'argilla.

Non so perché la mia carriera su questa superficie sia iniziata così male. Sono andato al Swiss National Tennis Center a 14 anni e ho cominciato a giocare su un campo rapido indoor, forse è stato allora.

La stagione è iniziata bene per me, con il titolo a Milano e la vittoria in Coppa Davis sugli Stati Uniti. Poi ho continuato a giocare bene anche nei mesi successivi, per questo sono stato nominato ‘Giocatore del mese di febbraio’.

L’anno scorso ho concluso abbastanza bene sulla terra battuta, perdendo due volte contro Corretja: al Roland Garros e a Gstaad […] Diciamo chiaramente che devo cambiare il mio gioco su terra. E’ positivo che io riesca a scivolare e a muovermi come voglio.

Metto anche maggiore sforzo e impegno sui miei colpi e resto più sulla linea di fondo. Il mio servizio durate l’allenamento non era un granché, è un aspetto su cui mi devo concentrare perché non è facile realizzare dei vincenti su questa superficie.

Credo che dovrei essere più costante perché ho fatto troppi errori gratuiti, devo migliorare anche in questo”.