Roger Federer: "Da piccolo giocavo per ore contro i muri e le porte"


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Roger Federer: "Da piccolo giocavo per ore contro i muri e le porte"

Roger Federer rientra nella categoria degli atleti che sono riusciti a trasformare tutti i loro sogni in realtà. A dire il vero, il tennista svizzero non aveva molti colleghi a cui ispirarsi nel suo Paese. Il miglior esempio che ebbe fu senza dubbio Marc Rosset, capace di vincere una medaglia d’oro olimpica.

“I miei primi ricordi sono legati alla racchetta di legno. Invece delle palline gialle, c’erano le palline bianche quando ho cominciato a giocare. In Svizzera abbiamo utilizzato anche palline depressurizzate per molto tempo.

Non so quanti giocatori di questa generazione possano dire una cosa del genere” – ha raccontato il 20 volte campione Slam ai microfoni di ‘ATP Uncovered’. L’ex numero 1 del mondo ha inoltre ammesso che non aveva nessuno con cui allenarsi, quindi ha perfezionato la sua tecnica contro le pareti e le porte del garage.

“Ricordo di aver giocato per ore contro il muro, gli armadietti e le porte del garage” – ha aggiunto. Il 38enne di Basilea dovrebbe tornare in campo per la stagione su erba, ma l’emergenza Coronavirus pone seri dubbi sull’effettiva disputa di Wimbledon.

Sono già stati rinviati sia gli Europei di calcio che le Olimpiadi di Tokyo, non un buon segnale visto che i Championships scatterebbero il 29 giugno.