Roger Federer: "Ero uno studente mediocre, ma adoro aiutare i bambini"


by   |  LETTURE 2172
Roger Federer: "Ero uno studente mediocre, ma adoro aiutare i bambini"

Il primo ‘Match in Africa’ tra Roger Federer e Rafael Nadal a Città del Capo ha riscosso un enorme successo sia in termini di incasso che di pubblico. Sono stati quasi 52.000 gli spettatori che hanno assistito alla partita tra le due leggende dell’era moderna, sancendo così un nuovo record dopo l’esibizione tra lo stesso Federer e Alexander Zverev a Città del Messico.

“È stato un momento estremamente importante della mia vita, anche perché è come se fossi tornato alla mia infanzia, in un luogo in cui ho trascorso molte vacanze con i miei genitori e con mia sorella” – ha raccontato il fenomeno svizzero ai microfoni di Schweizer Illustrierte.

“Ricordo le mie foto in pigiama, le ore di viaggio con un auto a noleggio per un safari, è passato tanto tempo. Il ritmo frenetico del circuito non mi ha permesso di tornare spesso e da un lato mi dispiace. Sono felicissimo che 52.000 persone abbiano scelto di venire allo stadio” – ha aggiunto.

Nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza la figura di sua madre Lynette: “Non saprei dirti fino a che punto sia stata influente, ma è logico che ci siamo recati in questo continente con la Fondazione per via della sua origine sudafricana.

Quando stavo passando da junior a professionista, ho avuto la fortuna di essere circondato dalle persone giuste che mi hanno mostrato la retta via: Peter Carter, Marc Rosset e Peter Lundgren, ma anche i miei genitori erano sempre lì.

Era ovvio che ad un certo punto avrei mostrato questo impegno per l’Africa. Nella mia vita ho sempre saputo che avrei voluto fare qualcosa di buono per i bambini, non solo da lontano, ma anche attraverso incontri diretti.

Sono stato molto contento di andare a scuola, anche se ero uno studente mediocre. A volte mi stancavo a rimanere seduto ed ad ascoltare, dovevano usare dei trucchi per attirare la mia attenzione”.