Roger Federer: "Sono riuscito a scacciare i demoni. È stato un match complicato"


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Roger Federer: "Sono riuscito a scacciare i demoni. È stato un match complicato"

Roger Federer è arrivato ad un passo da una clamorosa eliminazione al terzo turno degli Australian Open. Il 20 volte campione Slam era sotto 8-4 al super tie-break del quinto set contro John Millman, ma da grande campione, ha prima sfruttato alcuni errori dell’avversario e poi iniziato a fare di nuovo il Federer e chiudere con un esplosivo 10-8.

"Per me nel quinto set era importante tenere il servizio e aspettare di avere chance in risposta" . ha detto subito dopo il match Federer. "Però non mi sono mai sentito davvero a mio agio, Millman mi ha reso la vita quasi impossibile.

Comunque sentivo che stavo prendendo le scelte giuste, anche sul 4-8 nel tiebreak. Un successo arrivato sul filo e con un po’ di fortuna, forse. Certamente lui avrebbe meritato quanto me. Ho dovuto rimanere così concentrato, ma sono riuscito a scacciare i demoni, anche se ero già pronto a dare spiegazioni per la sconfitta in conferenza stampa"

In conferneza stampa, l'ex numero uno del mondo è invece partito dal fattore esperienza. “L’esperienza ti aiuta a mantenere la calma quando perdi il primo ed il quarto set o quando giochi un duro quinto parziale” , ha spiegato.

“Mi ci è voluto molto tempo per capire come affrontare John, come colpire la palla da fondo campo o come avvicinarmi alla rete. Le condizioni di gioco erano molto lente. Ho provato a colpire in spin, ho provato a giocare diversi slice, ma niente ha funzionato all’inizio.

Alla fine basta provarci sempre ed avere un po’ di fortuna. È una storia speciale: il mio primo super tie-break giocato nella mia centesima vittoria agli Australian Open. È stato molto difficile. Non avevo la sensazione che stavo giocando male o che stavo prendendo delle decisioni sbagliate.

Sono felice di aver vinto i punti cruciali dall’8-7. L’intera partita è stata molto complicata. 48 errori gratuiti da destra? Non sono contrario alle statistiche, ma in una partita di quattro ore devi commettere per forza degli errori.

Bisognerebbe anche chiarire cosa sia precisamente un errore gratuito. Quando arriva una palla a 120 o 135 km/h? Non sono uno di quelli che si difende più e più volte. Provo a giocare e rispondere, quindi posso fallire”.