Roger Federer: "Stagione incredibile se avessi vinto Wimbledon"


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Roger Federer: "Stagione incredibile se avessi vinto Wimbledon"

Roger Federer disputerà un match d’esibizione in Colombia contro Alexander Zverev il prossimo 22 novembre. Il campione svizzero ha parlato dell’evento e di molti altri interessanti argomenti in un’intervista a WRadio.

“L’accoglienza del pubblico colombiano nel 2012 è stata straordinaria” , ha spiegato Federer. “Il match giocato contro Tsonga è stato incredibile, il pubblico era assordante. Zverev è una superstar, sarà un grande campione.

Vado molto d’accordo con lui ed è giusto che le persone conoscano le qualità di questo grande tennista. Sono molto felice di tornare in Colombia. Obiettivi futuri? Sono in Svizzera per preparare l’ultima parte del 2019.

La mia stagione non finisce a Londra, sono molto motivato in vista delle partite di esibizione che dovrò disputare. È stata una buona stagione , ma con Wimbledon ho un conto in sospeso. Ho sprecato due match point e la possibilità di vincere un torneo che avrebbe reso incredibile la mia stagione.

Ma è così, ho giocato contro i migliori tennisti del mondo. Ho vinto ottime partite e mi sono espresso ad un buon livello, questo per me è un lusso. Voglio raggiugnere Londra al 110% . Mi alleno con più esperienza ed ho degli obiettivi molto più chiari rispetto a quando ero un ragazzino.

A 38 anni so che non devo mettermi alla prova. Posso allenarmi due o tre ore al giorno, non devo chiedere troppo al mio corpo. Sono preparato anche per giocare partite lunghe, è importante stabilire un calendario equilibrato”.

Federer ha poi parlarlo della prossima stagione e dei suoi due più grandi rivali, ovvero Novak Djokovic e Rafael Nadal. “Nel 2020 tutto passerà attraverso due sfide. Wimbledon è il mio desiderio più grande, ma vorrei anche vincere una medaglia alle Olimpiadi di Tokyo.

Avere rivali come Djokovic e Nadal ti spinge a dare sempre il massimo. Sono due atleti ammirevoli, sono rimasti per molti anni al vertice del tennis e questo rende la competizione incredibile. È una fortuna aver giocato con loro in questi anni.

Ogni volta che li incontro, cerco di fare il massimo. Nuova generazione? È molto emozionante affrontare i giovani giocatori che ti ammirano. Quando gli stringo la mano alla fine delle partite e ci scambiamo parole d’elogio provo una bella sensazione.

È successo anche a me, quando ho affrontato per le prime volte campioni come Pete Sampras o Andre Agassi”.