Bertolucci su Berrettini: "La lezione presa contro Federer gli è servita"


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Bertolucci su Berrettini: "La lezione presa contro Federer gli è servita"

Matteo Berrettini è entrato ufficialmente nella storia del tennis italiano. Il romano ha conquistato la sua prima semifinale Slam agli US Open e dal prossimo lunedi sarà il numero 13 del ranking ATP. Paolo Bertolucci, vincitore della Coppa Davis con la squadra azzurra nel 1976, ha elogiato uno dei giocatori più promettenti del circuito partendo dalla sua magnifica vittoria ai quarti di finale contro Gael Monfils.

"Nei momenti importanti ha dimostrato una maturità che non si trova facilmente in giro" , ha dichiarato Bertolucci in un'intervista a Libero. "Ed è stato sorprendente vederlo giocare così specie perché, sul cemento, praticamente non aveva vinto mezza partita in carriera"

Parlando poi del match perso in tre set a Wimbledon contro Roger Federer, l'ex campione italiano ha aggiunto: "Gli schiaffi presi da Federer? Sono come i ceffoni che prendi dai genitori da bambino. Fanno parte della crescita.

Ogni tanto nella vita bisogna imparare ad incassare qualche no. E il no in campo sportivo è rappresentato da una sconfitta, anche pesante. Non avevo dubbi che la lezione gli sarebbe servita. Solo lui conosce i suoi limiti, ha dimostrato di avere un grande vantaggio rispetto a molti altri.

Non me ne voglia Berrettini, ma da ragazzo non sembrava nulla di particolare. Diciamo nella media. Non ti colpiva particolarmente per stile di gioco. Ma non è affatto un demerito, anzi. L' aspetto mentale nel tennis è fondamentale, e la fame e l' umiltà lo stanno portando in alto.

Essendo cresciuto lontano dai riflettori non ha avuto fretta di esplodere. Somiglia quasi più a un tennista croato. Un Cilic, un Karlovic, giocatori di stazza, con questo tennis fatto di servizio e dritto. Non ricalca nessuno degli italiani che lo hanno preceduto.

È il prototipo del tennista giovane, alla Tsitsipas. Molti di quelli che negli ultimi anni hanno occupato le prime caselle del ranking sono avanti con l' età e nel giro di poco dovranno alzare bandiera bianca.

Ai piani alti si libereranno diverse caselle, dando continuità ai risultati, il percorso sarà in discesa. Matteo è già in corsa per le Atp Finals di Londra di fine anno, che dal 2021 si faranno a Torino, magari le giocherà in casa"

Bertolucci si è infine soffermato sul destino del tennis dopo il ritiro di Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal. "Sono leggende che scrivono la storia a suon di successi. Mentre molti ragazzini, non solo nel tennis, vengono chiamati 'fenomeni' alle prime affermazioni, loro continuano a giocare e vincere.

Il bello del tennis è che si rigenera in continuazione. Una volta si diceva 'come faremo senza Borg e McEnroe?' . Poi è toccato a Becker e Edberg. Poi a Sampras e Agassi. Adesso tocca a loro, in futuro brilleranno le stelle di Tsitsipas, Aliassime, Medvedev, e perché no, Berrettini"