Roger Federer: “So come affrontare mentalmente gli Us Open”


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Roger Federer: “So come affrontare mentalmente gli Us Open”

Il numero 3 del mondo Roger Federer è stato il primo giocatore a comparire di fronte ai giornalisti nel “Media Day” degli Us Open, la giornata tradizionalmente dedicata, appunto, alle interviste rilasciate dai partecipanti al torneo ai media.

Lo svizzero si presenta allo Slam americano con due sole partite giocate sul cemento, di cui l’ultima la prematura sconfitta a Cincinnati da Andrej Rublev. Prima di questi incontri, l’ultimo match disputato da Roger è la ormai celeberrima finale di Wimbledon, dove a batterlo in quel caso fu il numero 1 del mondo Novak Djokovic al tiebreak del quinto set.

La fiducia dell’elvetico, quindi, potrebbe non essere davvero al massimo per affrontare l’ultimo Grand Slam del 2019. Tuttavia, nelle dichiarazioni rilasciate a New York, Federer si è detto alquanto rilassato ed ottimista: “A Cincinnati ho perso presto, però certe volte deve succedere proprio questo se ti vuoi allontanare dalle difficoltà.

Devo recuperare, allenarmi duramente e allora sarò pronto. Non sto forzando tanto, so che sarà difficile e che non sarò un favorito assoluto come nel 2008. So come affrontare il torneo mentalmente. Dopo Wimbledon mi sono seduto, ho bevuto un bicchiere di vino con mia moglie e ho pensato ‘Beh, in semifinale ho giocato molto bene e anche in finale’”.

Poi, l’ex numero uno del mondo ha commentato sull’importanza che può ricoprire, in certi momenti, un periodo di riposo: “Senza un grande riposo non ci sono vittorie, è semplice”. Secondo l’elvetico, sotto questo punto di vista le cose sono molto migliorate negli ultimi anni: “E’ sorprendente come le cose siano migliorate negli ultimi 20 anni.

[…] Chiunque può fare dei ritorni in qualsiasi momento”. E, alla domanda di chi sia il migliore a recuperare la forma dopo un periodo di riposo, Federer crede di conoscere la risposta: “Se mi chiedi Rafa o Novak … Rafa è il migliore al momento a riposare e recuperare subito terreno.

E’ incredibile quello che riesce a fare dopo essersi fermato. Novak è impressionante come resti davanti ed aggressivo. Io cerco di variare di più, di usare di più lo slice, però è la consistenza la chiave quando si tratta di ritornare”.