Corretja: "Roger Federer ha l'animo di un ragazzino"


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Corretja: "Roger Federer ha l'animo di un ragazzino"

L'ex tennista è stato finalista al Roland Garros nel 1998 e nel 2001, e ora è diventato uno dei commentatori più riconosciuti e stimati dal pubblico. Le sue interviste a bordo campo alla fine dei match hanno sempre un grande riscontro da parte dei fan, i quali ormai lo riconoscono come un fine interprete del gioco.

In questa intervista rilasciata a "EL PAìS", Corretja tocca le tematiche più disparate. Domanda. "Ci rivolgiamo a te come ex giocatore o giornalista?" Risposta. "Giornalista no ... Ma mi piace che apprezzino la mia analisi in televisione, perché ci metto molta passione.

Ti onora quando qualcuno ti ricorda alcuni dei tuoi successi di anni fa, ma mi conforta molto di più che la gente per strada mi fermi e mi dica: "Mi piace come commenti le partite o le tue interviste" D. "Ma qual è il tuo segreto?" R.

"Il commentatore di oggi è la conseguenza di essere stato un giocatore prima, in questo modo riesco ad entrare più facilmente nella testa dei giocatori. In ogni caso provo ad essere naturale e cerco di ascoltare quello che mi rispondono.

Vado con un'idea ben precisa di quel che voglio tirar fuori dal gioctore in questione, ma la mia fortuna è che i giocatori mi conoscono e godo di credibilità grazie al mio passato. Questo li lascia andare e posso ottenere il massimo da ciò che hanno dentro, il che alla fine è ciò che mi elettrizza, riuscire a tirare fuori le emozioni in quei due tre minuti di chiacchierata."

D. "Dal punto di vista comunicativo, quale dei fab 3 è più affascinante per te?" R. "Onestamente, tutti e tre sono dei giganti, hanno grande personalità. Quando arrivo da loro sono molto rilassato perchè io so come si sentono, questo gli fa piacere e anche loro si lasciano andare.

Sono sempre molto precisi perchè conoscono bene il loro tennis. Djokovic è molto ironico, come nella sua natura; Rafa è molto attento all'esposizione, è sempre concentrato, mentre Federer è come lo vedete, rilassato, molto elegante e sincero."

D. "Federer ha un grande senso dell'umorismo vero?" R. "Ho passato molto tempo con Roger in svariate situazioni, nelle sale giocatori a nel tour. Federer è davvero un burlone, non smette mai di scherzare con il suo team.

Con questo non voglio dire che sia un bambinone, ma conserva dentro di se l'animo del ragazzino che è appena arrivato nel circuito. Questa cosa è straordinaria." D. "Pensi che la gente lo ami così smisuratamente perché si apre molto ai media? È strano vedere una stella del suo calibro aprirsi come fa lui, giusto?" R.

"Nel suo caso, ha così tanto da offrire ... Puoi chiedergli tutto e lui ti risponderà sempre. Non si nasconde mai, ha un sacco di personalità che parlano. Alla fine, le persone vogliono sapere come sta dentro, umanamente, perché già conoscono e idolatrano il tennista."

D. "Perché è così complicato che l'atleta si apra alla stampa?" R. "È molto difficile, perché a volte le domande non sono corrette o non sono formulate nella maniera più idonea per loro.

I social network, ad esempio, generano molte polemiche e a volte, involontariamente, il giornalista va con il freno a mano tirato perché i commenti degli utenti o degli addetti ai lavori possono essere male interpretati.

Se qualcosa viene male interpretato, impattando a livello sociale, può infastidire il giocatore. Alla fine, i giocatori di tennis sono atleti particolarmente sensibili, perché sebbene siano accompagnati dalla squadra giocano da soli."

D. "La fiamma dell'ultima grande generazione si sta esaurendo. Cosa ci sarà dopo? Ci sarà un vuoto?" R. "Credo che il circuito si rigenererà. Abbiamo goduto di un tempo esageratamente positivo, ma credo che alla fine il tennis sia al di sopra dei giocatori.

Qualsiasi essi siano. In passato c'erano grandi star e poi ne sono arrivati altri .. È chiaro che ora il livello è altissimo, ma penso che gli altri giocatori, i next gen, si impegneranno al pari a di Federer, Nadal, Djokovic o Murray."

D. "Credi davvero che i giovani faranno questo salto di qualità?" R. "Quelli di oggi hanno molte distrazioni in più rispetto a quelli di una volta, a volte danno priorità ad altro. Anche io, se fossi un tennista dell'era moderna forse sarei diverso da quello che ero ai miei tempi.

Ora i social sono fondamentali per un giovane tennista, è richiesta molta disponibilità per le pubblicità e gli sponsor. Il mondo del tennis è molto pesante sotto questo punto di vista, è uno star system e se vuoi fare bene devi restare concentrato ed impegnarti molto."

D. "E chi, secondo te, ci mette quell'impegno?" R. "Thiem, ad esempio, si impegna tantissimo." D. "Ma non c'è carenza di personalità nei giovani talenti?" R. "No, non la vedo in questo modo.

Penso che Zverev abbia molta personalità, ma non l'ha ancora pienamente sfruttata. Tsitsipas ha un sacco di carattere e vedo un futuro molto luminoso per lui, e poi ci sono altri che che hanno una buona personalità.

Non appena inizieranno a vincere grandi titoli, le persone li conosceranno di più e li seguiranno di più. Le persone non si identificheranno con loro fino a quando non romperanno il ghiaccio vincendo un Grande Slam o diventeranno numeri 1. Quando vinci qualcosa di grande, trascendi molto di più le persone."