Roger Federer rivela l'unico rimpianto della sua carriera


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Roger Federer rivela l'unico rimpianto della sua carriera

In un'intervista a Fox Roger Federer ha parlato del suo più grande rimpianto in carriera. "Avrei voluto capire il mio potenziale qualche anno prima, iniziare a lavorare duramente prima ma ho liberato la rabbia, la tristezza e la tensione subito e ciò mi ha aiutato a diventare il giocatore che sono oggi"

La sua vittoria più grande: "Forse vincere Wimbledon nel 2003 e poi diventare numero uno nel 2004. È stato il traguardo massimo per me e da lì è iniziato tutto. La mia longevità? Non si basa solamente sul talento, ci vuole tanto lavoro.

Mi piace vincere e giocare" Sulla vittoria per 16-14 al quinto set contro Andy Roddick nella finale di Wimbledon 2009: "So quanto ci abbia provato e quanto possa essere duro accettare una sconfitta del genere. Purtroppo nella vita non si può avere tutto"

Sulla morte del suo ex allenatore Peter Carter: "È stata una figura molto importante, quasi come un fratello maggiore o un padre. È stato il mio allenatore da quando avevo 10 anni fino ai 14 e poi dai 16 ai 19.

La sua morte mi ha scioccato e mi ha dato una svegliata, facendomi rendere conto della fortuna che ho ad essere un tennista. Lì la mia carriera è cambiata e mi sono detto: 'Ok, ora voglio rendere orgoglioso Peter'"