Roger Federer: "All'inizio Nadal aveva tantissimo rispetto per me"


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Roger Federer: "All'inizio Nadal aveva tantissimo rispetto per me"

In un'intervista Roger Federer ha parlato della sua rivalità con Rafael Nadal. "All'inizio aveva un grande rispetto per me e la stessa cosa io. Ho sempre pensato che fosse un grande giocatore e anche una brava persona.

Abbiamo capito che ruolo abbiamo nel nostro sport. Cerchiamo di dare sempre l'immagine migliore possibile per i bambini, i tifosi, per dimostrare forse un lato diverso di una rivalità, non solo quello aggressivo ma anche quello amichevole.

Ma in campo cerchiamo sempre di batterci e sicuramente le nostre partite hanno alzato il livello del nostro gioco. Senza Rafa forse non sarei così forte e viceversa" Sull'importanza che dà ai record, il 20 volte campione Slam ha aggiunto: "È bello leggere tutti gli elogi delle leggende e degli esperti.

Quando non gioco bene non leggo molto perché non voglio essere condizionato negativamente. Ma nel corso degli anni è stato bello giocare per i record e contro le nuove generazioni" Federer ha parlato dell'importanza di avere sua moglie Mirka al suo fianco dal 2000.

"Ci siamo iniziati a frequentare quando non avevo nemmeno un titolo nel palmares, quindi mi ha visto vincere ogni torneo. All'inizio non era presente sempre nelle mie partite perché anche lei giocava, ma posso soltanto ringraziarla per tutto ciò che ha fatto e sta facendo"

Su come gestisce pressioni e aspettative: "All'inizio cerchi di abituarti alla situazione. Vuoi essere il migliore possibile e spaccare il mondo, realizzare qualsiasi obiettivo. Poi inizi ad avvertire la stanchezza e capisci di dover abbassare il ritmo nei tornei e negli allenamenti"

Sulla confessione di uso di sostanze proibite da parte di Andre Agassi nel suo libro, Federer ha concluso: "È stato un po' deludente perché prendere droghe è qualcosa che non vogliamo fare nello sport ma non penso le abbia prese per migliorare le sue prestazioni in campo. Bisogna un po' separare le due cose e non dimenticarsi del grande campione che è stato"