Federer e le insidie di Melbourne: "Siamo ansiosi di scoprire il tabellone"


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Federer e le insidie di Melbourne: "Siamo ansiosi di scoprire il tabellone"

In una recente intervista, Roger Federer ha parlato delle insidie che il primo turno degli Australian Open può nascondere anche per i top players. Quest’anno, infatti, tanti nomi illustri si presenteranno a Melbourne senza essere teste di serie, e potrebbero dunque teoricamente incrociare già all’esordio i teorici favoriti alla vittoria finale.

Oltre a Stan Wawrinka, ormai abituato agli sgambetti eccellenti (lo sa bene Dimitrov, che se lo è trovato contro al primo turno sia a Wimbledon che agli US Open, perdendo in ambo le occasioni), il gruppo di mine vaganti comprende Andy Murray, Jo Wilfried Tsonga, Nick Kyrgios, Bernard Tomic e John Millman.

Giocare contro Stan [Wawrinka], Nick [Kyrgios] o Tsonga al primo turno è diverso dal giocare contro un qualificato” ha dichiarato Federer.

Da quel punto di vista, siamo impazienti di scoprire il tabellone. A prescindere da chi tu sia, comunque, tutto quello a cui fai attenzione è il primo e forse il secondo turno. Dopodichè non ti importa assolutamente di chi sia nella tua zona, perchè li devi battere tutti se vuoi vincere”.

Federer ha anche parlato del suo obiettivo per questa stagione. “La cosa più importante per me, entrando in questa nuova stagione, è essere pronto mentalmente quando arrivano i momenti importanti” ha detto infatti lo svizzero.

Sul corpo non ci sono garanzie; ma mentalmente, so di poter essere pronto. È perciò importante affrontare con fiducia il torneo, sapendo di poter battere tutti, e penso di averlo dimostrato alla Hopman Cup”.

Federer ha infine elogiato Alex De Minaur, che sarà testa di serie numero 27. “Specialmente qui in Australia, su questo tipo di superficie, Alex ha la grande chance di fare qualcosa di speciale” ha commentato il 20 volte campione Slam.

L’anno scorso ha pagato un tabellone complicato, penso che avesse Berdych al primo turno. Sta già facendo bene a Sydney, ne sentiremo tanto parlare nei prossimi anni”.