Annacone: "Ecco l'unico rimpianto della mia collaborazione con Federer"


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Annacone: "Ecco l'unico rimpianto della mia collaborazione con Federer"

La terza e ultima parte dell'intervista esclusiva di Tennis World Italia con Paul Annacone inizia parlando dell'unico rimpianto che il coach americano ha dai suoi tre anni di collaborazione con Roger Federer (fine 2010-fine 2013).

Durante quel periodo lo svizzero ha vinto undici titoli tra cui Wimbledon 2012. "Non so se farei qualcosa di diverso perché in quei momenti tutte le decisioni sono state analizzate nel dettaglio. Forse l'unica cosa che cambierei risale al 2013, quando a causa degli infortuni non era mai stato integro a livello fisico.

Forse poteva prendersi più tempo per recuperare. È stata una stagione molto difficile". Un altro momento duro da superare nella loro collaborazione è stato senza dubbio quando Federer ha perso la semifinale degli US Open 2011 contro Djokovic con due match point a favore, per il secondo anno di fila.

"Perdere fa sempre male e in modo particolare quando arrivi a un passo da una finale. Mentalmente è una sfida e per il giocatore è ancora più complicato. Ma in quel momento ho riflettuto su tutte le grandi partite giocate da Roger, e ho notato che ha vinto anche partite che avrebbe dovuto perdere"

Il ricordo, negativo o positivo, più indimenticabile fuori dal campo vissuto con Roger: "Le due ore posteriori alla sconfitta nei quarti di finale di Wimbledon 2011 contro Tsonga. È stato avanti avanti due set a zero e ha perso al quinto.

Quella sera parlavamo e sono rimasto meravigliato dalla sua capacità di mettere le cose in prospettiva. Mi ha detto: 'Sono stato molto vicino e ho perso. Ma so che in futuro vincerò più partite di questo genere'

Il suo equilibrio dopo così tanti successi è incantevole" Tante sono state le vittorie e le sconfitte assistite da Annacone accanto al papà del 20 volte campione Slam, Robert, e alla mamma Lynette.

Anche qui, gioie e delusioni, momenti di felicità e nervosismo. "Sono genitore e quando i miei figli sbagliano anch'io mi innervosisco. Immagino quanto sia difficile quando un figlio gioca su palcoscenici di caratura mondiale.

Ma loro sono molto comprensivi ed equilibrati, e apprezzano tutto ciò che Roger ha realizzato nella sua vita" Poi una domanda intrigante: in tre anni, gli è mai capitato di litigare con Roger o un membro del suo team? "No, ed è questa la cosa straordinaria sulla sua carriera.

È in grado di vedere le cose in maniera oggettiva anche quando tante emozioni passano per la sua testa. È una persona semplicissima con cui lavorare. Non ricordo conversazioni tese nemmeno col suo team, con cui ho potuto parlare tranquillamente di qualsiasi cosa".