Roger Federer: "Era un problema di testa, non di colpi"


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Roger Federer: "Era un problema di testa, non di colpi"

Si era diffusa un po’ di preoccupazione in seguito alla cancellazione dell’allenamento di ieri da parte di Roger Federer, specialmente dopo l’opaca prestaazione all’esordio contro Nishikori.

E invece lo svizzero si è presentato in forma smagliante alla sfida contro Dominic Thiem, chiudendo con un comodo 6-2 6-3 e rimettendosi così in corsa per un posto in semifinale.

Sì, non mi sono allenato ieri. E faro lo stesso domani, perchè ha funzionato” ha esordito Federer in conferenza stampa. “Non era importante curare il dritto, o il rovescio, o il servizio: immagino fosse un discorso di testa.

Per questo a volte hai bisogno di una pausa. Ho giocato tantissimo negli ultimi due mesi. Su consiglio dei miei coach, ho deciso di prenderla con calma, di godermi un giorno con la mia famiglia e perdere un po’ la cognizione del tempo.

E ancora, giocando contro Thiem, la cosa di cui ci siamo preoccupati è la testa, non i colpi. I colpi ci sono, li ho sentiti oggi. Sono felice perchè ho preso la decisione giusta ieri e sono stato capace di reagire alla sconfitta del primo turno”.

Per approdare in semifinale, Federer dovrà battere il suo ultimo avversario, Kevin Anderson, che gli ha dato un grande dispiacere a Wimbledon. “Se non passerò, vorrà dire che non merito di passare il turno” ha commentato lo svizzero.

L’importante per me è giocare un buon match all’ultimo turno del round-robin, cercando di battere Kevin. Sta giocando alla grande, ha avuto una stagione fantastica. Giocò una splendida partita contro di me a Wimbledon.

Oggi si è espresso ad alti livelli. Perciò sono concentrato su questo match. Non posso parlare di ciò che verrà dopo perchè già questo sarà un impegno molto duro. Il mio esordio qui non è stato buono, oggi è andata meglio e devo continuare a salire contro Kevin, ovviamente, se voglio avere una chance di restare a Londra”.

Non so se guarderò il match di Wimbledon o gli altri match sul veloce che abbiamo disputato in passato per prepararmi alla sfida di dopodomani” ha proseguito Federer. “Perchè in quel caso ho giocato benissimo per tre set contro di lei, e poi tutto è diventato difficile.

Ha forse iniziato a servire meglio, io non ho chiuso e lui ne ha approfittato, è tornato in partita. Poi sul 5-5, sul 10-10 al quinto, a quel punto è questione di chi ci crede di più, di chi sfrutta meglio le poche opportunità che si crea.

E alla fine è stato più bravo lui. Non credo che rimuginerò troppo su quel match. Penso di avere già abbastanza cose su cui concentrarmi, riguardanti il mio gioco, per essere sicuro di poter giocare una buona gara contro di lui dopodomani.

Sono molto contento di poter affrontarlo di nuovo, ad essere onesto. Ho giocato molto bene nei nostri precedenti, spero adesso di poter fare altrettanto”. Federer è poi tornato sul suo brutto match d’esordio contro Nishikori.

Non so cosa sia successo contro Nishikori” ha ammesso il sei volte campione del torneo dei Maestri. “Forse è il format del round-robin che mi ha influenzato. Qui non ti senti con l’acqua alla gola, come invece ti capita negli altri tornei, quando se sei in difficoltà al primo turno e non riesci a reagire in tempo sai che andrai a casa in mezz’ora. Qui sai di dover giocare tre partite.

Sono stato bene tutto il giorno, poi mi sono innervosito durante il match, vedevo tutto negativo. Anche Kei ha giocato in modo orribile, come me, nei primi otto game. Avrei dovuto dire ‘Grandioso, io non ho bisogno di ritmo, lui sì, le cose si mettono bene per me.

È normale non iniziare bene, è il primo turno, a volte capita’. E invece vedevo tutto nero. È stato davvero importante ricordare a me stesso quale emozione sia giocare qui nella O2 Arena.

Amo giocare a Londra, l’ho sempre amato o lo amerò sempre. È la 16ma volta che mi qualifico, quindi a volte lo vivo semplicemente come un altro match. Oggi, quando hanno mostrato gli highlights degli ultimi 10 anni, mi è tornato in mente che piacere e privilegio sia giocare in questa arena.

È qui che inizi a giocare bene e smetti di pensare alle cose negative. Non c’è ragione per essere negativi, il torneo è appena iniziato”. Roger non ha potuto infine evitare la domanda sulla polemica scatenata da Julien Benneteau, che ha sostenuto che lo svizzero riceva trattamenti speciali in vari tornei.

So dei commenti, ma non mi sento dell’umore di discuterne durante le World Tour Finals, sinceramente” ha detto Federer a riguardo. “Spero capiate il perchè, visto che questa è una sorta di celebrazione per il tennis.

È il gran finale di stagione, amo giocare qui. Julien è un bravo ragazzo, lo conosco dai quando eravamo juniores, penso che tutto sia stato decontestualizzato”.