Stefano Meloccaro: "Così Roger Federer ha salvato la mia vita"


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Stefano Meloccaro: "Così Roger Federer ha salvato la mia vita"

Descrivere a livello professionale il ruolo di Stefano Meloccaro in una parola può essere per alcuni versi complicato. È un ottimo giornalista su Sky Sport, conduttore radiofonico su M2O, negli ultimi anni ha formato un duo super con Rosario Fiorello a Edicola Fiore, è stato tra i concorrenti di Celebrity MasterChef Italia e, decenni fa, anche animatore e maestro.

Ma chi è realmente Stefano Meloccaro? Lo abbiamo chiesto proprio al diretto interessato in una recente intervista esclusiva. "La realtà è che io sono un giornalista, un giornalista sportivo - afferma il 54enne di Rieti -.

Poi dopo fortunatamente qualche piccola abilità in più viene anche comoda per fare il mio lavoro. Aver fatto il maestro di tennis è utile per fare ragionamenti sul tennis. Aver fatto anche i villaggi turistici è una cosa che ti aiuta ad avere un po' più di scioltezza davanti alle telecamere.

Tutte le esperienze che fai nella vita servono. Aver lavorato con Fiorello ti dà un valore aggiunto incalcolabile quando torni a fare anche le cose più normali. Sarà banale dirlo, ma nella vita devi saper fare un bel po' di cose che poi alla fine diventano comode in tutte le situazioni".

Una carriera da giornalista di prestigio che ha toccato uno dei suoi punti più alti nel 2013 quando per analizzare le partite di tennis ha fatto coppia con Ivan Ljubicic, ex numero tre del mondo diventato poi a fine 2015 allenatore di Roger Federer.

Meloccaro non rimase per nulla sorpreso dall'annuncio. "Fui il primo a dire questa cosa - racconta -. Quando Ivan arrivò a Sky, io una settimana dopo che lo avevo conosciuto, gli dissi queste testuali parole: 'Sai Ivan che secondo me tu per come ti ho conosciuto io e per il tipo che sei, potresti fare con Federer quello che Brad Gilbert fece con Andre Agassi'.

Cioè trasformarsi da suo collega e amico a suo allenatore'. Lui fece una risatina a mezza bocca e disse, 'Eh sì magari magari'. Questo Meloccaro sembra un fesso qualsiasi ma invece qualcosina di tennis ne sa e ne capisce!" Ljubicic non rilascia mai interviste, quindi sulla loro collaborazione si sa molto poco.

Meloccaro però è in grado di rivelare una sua conversazione con 'Ljubo': "Mi ha parlato di Federer come della persona più disposta ad imparare e più umile che abbia mai conosciuto.

E questo si vede sul campo. A 35, 36, 37 anni Federer è ancora capace di mettersi in discussione, di cambiare modo di giocare se serve, di cambiare qualcosina nei colpi e questa cosa colpì molto Ivan perché non si aspettava una tale umiltà da un giocatore così titolato".

Una partnership diventata "ufficialmente" vincente nel 2017 quando Roger ha vinto Australian Open, Indian Wells, Miami, Halle, Wimbledon, Shanghai e Basilea. Non di certo una sorpresa per Meloccaro, che rifacendosi alla conversazione di prima con Ljubicic ha aggiunto: "Ivan prima di essere allenatore di Federer è stato suo collega, poi è diventato suo amico, poi suo ottimo amico.

Se tu hai un amico che fa il tuo stesso lavoro probabilmente ogni tanto una chiacchierata ce la fai". Portare Federer al Sunday Morning di Sky? "È un sogno. Non sarà proprio facilissimo". Risuona spesso il nome Federer nella carriera di Meloccaro, che è anche scrittore.

Sono diversi i libri da lui pubblicati, l'ultimo 'Studio Tennis' in cui spiega come il 20 volte campione Slam ha salvato la sua vita. "È un piccolo monologo teatrale che io ho messo su, partendo da questa suggestione che Federer mi abbia salvato la vita perché se Federer non fosse diventato così forte a tennis e non avesse vinto tutto quello che ha vinto, io non avrei avuto una carriera...

Perché io ho cominciato a fare il giornalista quando Federer ha cominciato a vincere. La mia assunzione a tempo indeterminato dipese dal fatto che Federer vinse contro Sampras a Wimbledon. E da lì parte una lunga discussione-fantasia con questi incroci di vita di cui sto tentando, con grande umiltà e low profile, di fare un monologo quasi teatrale". Clicca QUI per la seconda parte dell'intervista con Stefano Meloccaro.