Roger Federer: "Tokyo 2020? Non so. Contratto Uniqlo non dipende da questo"


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Roger Federer: "Tokyo 2020? Non so. Contratto Uniqlo non dipende da questo"

Tra due anni, le Olimpiadi 2020 di Tokyo saranno in corso di svolgimento. Molti tifosi di Roger Federer, quando hanno visto lo svizzero diventare ufficialmente l'ambasciatore principale del marchio Uniqlo, hanno pensato subito una cosa: Federer giocherà i Giochi Olimpici, che possono essere il palcoscenico principale per il brand giapponese visto che "si gioca in casa".

Ma in conferenza stampa a Cincinnati, dopo la vittoria con un doppio 6-4 su Peter Goyowczk, il numero due del mondo non si è mostrato così sicuro. "Prima cosa non hanno mai indicato come fattore chiave le Olimpiadi, e per me questo è positivo - ha detto Federer riferendosi ai vertici Uniqlo -.

Si è basato più sulla persona che sono rispetto al giocatore, un grande attestato di stima nei miei confronti e anche per il mio team, mia moglie, i miei genitori, tutti sono stati molto orgogliosi che hanno considerato più la persona che il giocatore, e non hanno mai menzionato le Olimpiadi".

Federer non ha in programma di giocare più la Coppa Davis, e con il nuovo possibile format dal 2019 potrebbe essere un problema: "Non so esattamente le regole delle Olimpiadi. Non so se giocherò fino ad allora.

Dovrei essere più informato ma non so. Il mio corpo e la mia carriera sono importanti, la mia programmazione non cambia a seconda di ciò che accade ad Orlando. Se gioco Tokyo benissimo. Se non gioco, non gioco. Non sarebbe la mia prima Olimpiade". Quindi sull'esordio vincente nel torneo che ha vinto sette volte: "Mi sono sentito bene, poco nervosismo.

Sapevo cosa volevo fare e cosa dovevo fare. Il piano tattico è molto semplice, è un tennis veloce e il campo centrale è molto più veloce dei campi secondari, quindi non si ha molto tempo. Poi sapevo che il mio avversario avrebbe giocato tanti slice quindi ecco perchè volevo giocare aggressivo.

E' stato un grande piacere tornare. Mi piace giocare qui a causa del mio successo, e ora mi godo la mia permanenza a Cincinnati con la mia famiglia, un altro fattore positivo. Sembra quasi che abbia avuto due carriere, quella di prima e questa", ha detto riferendosi alla pausa nel 2016. "Mi sento bene in allenamento - ha assicurato - sento di avere un buon ritmo.

Sto facendo le cose per bene, al di là se vinco o perdo. Non avrei potuto lavorare più duramente sul campo di allenamento o in palestra. Non ho avuto difficioltà e dopo Wimbledon mi sento meglio ogni giorno.

Con questo match, l'incontro con Anderson non è più l'ultimo e ho voltato pagina. L'obiettivo principale sono gli US Open, questo deve essere l'obiettivo ora dopo due anni non favorevoli in questa parte di stagione.

Nel 2016 non ho potuto giocare, nel 2017 non ero al 100%. Ecco perchè quest'anno vorrei essere al massimo a New York". .